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Workingman's Death

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Workingman's Death

(Workingman's Death)

Film del: 2005     Genere: Documentario
Durata: 122 minuti   Uscito al cinema il: 14/07/2006   


Michael Glanwogger mostra il lavoro manuale, il sudore, la fatica, il pericolo, l'assurdità e l'arretratezza di popolazioni vittime di stati dove tutto va nella maniera contraria al buon senso dato per scontato nell'uomo del ventunesimo secolo.


Trama:

Documentario sui mestieri più pericolosi del mondo. Il protagonista gira in ogni dove provando in prima persona tutti i rischi.



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Recensione del film: Workingman's Death

I nostri immensi supermercati straripano di prodotti di tutti i tipi sempre più made in secondo terzo e ultimo mondo. Qui si battono tasti, si risponde al telefono, si progetta, si programma, si implementa un lavoro che è sempre più svolto altrove.
Il regista austriaco compie un carpiato nel passato della nostra società evoluta e va a vedere come se la passa la classe operaia che ha perso il paradiso e risiede in un inferno fatto di miniere insicure, vulcani in eruzione, mattatoi a cielo aperto e cantieri navali trabboccanti di ruggine.

Prima di tornare in Europa, nella Germania che ha sfornato acciaio a pieno ritmo per ottanta anni, apre e chiude il capitolo cinese, che rappresenta il futuro, la speranza, per loro di avere sempre più lavoro e progresso, per noi, di partorire belle idee dai nostri soffici divani senza doverci più sporcare le mani.

Michael Glanwogger mostra il lavoro manuale, il sudore, la fatica, il pericolo, l'assurdità e l'arretratezza di popolazioni vittime di stati dove tutto va nella maniera contraria al buon senso dato per scontato nell'uomo del ventunesimo secolo.
La sua macchina da presa si infila nei pertugi lasciati dal carbone, sotto instabili impalcature nell'Ucraina dove un tempo, il grande impero sovietico, incoronava eroi come Stacanov, ergendo monumenti alla loro produttività a servizio della collettività. Ora si lavora per sopravvivere, per resistere al crollo delle idee, della fratellanza, del rispetto della persona in quanto essere umano degno di vivere solo perché al mondo suo malgrado. Quelle statue che una volta rendevano omaggio ai lavoratori indefessi, sono ancora là, ma nessuno riconosce l'eroicità di coloro i quali ancora sono costretti a fare del proprio corpo un tempio del sudore.

In Indonesia, su un vulcano in attività, i ragazzi raccolgono zolfo e sulle spalle lo trasportano per poi venderlo un tanto al chilo. Più reggono, più saranno ricompensati, ma quanto potranno resistere a tali temperature, a quelle esalazioni, agli sguardi dei visitatori interessati più a ritrarli al lavoro che a portare a casa il loro dramma cercando una soluzione.

In Nigeria il mattatoio è a cielo aperto, senza igiene, senza nessun rispetto per la sofferenza dell'animale. I poveri carnefici corrono da un capo all'altro, sgozzano, spelano, sciacquano, bruciano, tagliano, cuociono e vendono, sperando che le frontiere non chiudano e che i capi bovini, ovini, animali in genere, aumentino il loro precario lavoro.

In Pakistan uomini sottomessi e senza speranza distruggono una petroliera con la forza delle mani e l'aiuto di pochi mezzi meccanici. Recuperano i metalli ma lasciano tra le lamiere il loro sforzo, le loro aspirazioni di ricongiungimento familiare, serbando solo la possibilità di riporre nella religione, un'occasione di riscatto.

In Cina le statue inneggianti ai grandi lavoratori dimorano ancora al centro delle piazze. I ragazzi hanno vissuto il cambiamento e l'ingresso della nazione nel libero mercato. Capiscono i benefici dello sviluppo senza vedere che tutto questo sacrificio non sarà veicolato verso una crescita equa della loro patria, bensì fraudolentemente sfruttato da avvoltoi in cerca di introiti provenienti da tutto il mondo. Non avranno scrupoli quando dovranno aumentare le loro già innumerevoli ore lavorative o diminuire le loro paghe, ma questo i giovani cinesi forse ancora non hanno avuto il tempo di metabolizzarlo.

Il regista torna in Germania per mostrare l'alternativo utilizzo di una acciaieria chiusa dal 1985. Le mille luci che la illuminano contornano un parco di divertimenti innovativo. Questo è ormai il nostro primo mondo. Un parco chiuso ai poveri che ha però estremo bisogno del loro sudore per poter brillare di luce riflessa per non dire meschinamente scippata.

(Andrea Monti)



Cast

Dati Tecnici

Nazione

 

Austria / Germania

Regia

 

Michael Glawogger

Colonna Sonora

 

John Zorn

Produzione:

 

Lotus Film / Quinte Film

Distribuzione:

 

Fandango

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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