Film del: 2005
Genere: Horror
Durata: 100 minuti Uscito al cinema il: 03/02/2006
Se pensate che Balaguerò sia una sorta di Roger Corman del nuovo millennio, beh... siete in errore.
Trama:
Un'infermiera si trasferisce in un inquietante ospedale pediatrico che sta per essere chiuso, ma una misteriosa entità mette in pericolo la sicurezza di tutti.
Jaume Balaguerò è ormai noto come un mestierante dell'horror movie di marca ispanica. Grazie agli investimenti dell'industria americana nelle produzioni a basso costo, con un'apposita compagnia in Spagna, Balaguerò ha potuto anche avvalersi di cast di tutto rispetto per le sue produzioni. Se pensate che questo significhi che sia una sorta di Roger Corman del nuovo millennio, beh... siete in errore. Purtroppo per noi i "B-movie" di Corman erano sì privi di mezzi, ma non certo di fantasia, in una proporzione esattamente inversa alla miscela dello spagnolo.
Se Nameless poteva avvalersi di giudizi meno critici, in considerazione del fatto che era la sua opera prima, già da Darkness iniziava a trasparire che Balaguerò non era più una promessa. Oggi Fragile ci libera da un grave peso, ci da quella cristallina certezza che il regista non promette nulla, mantiene... il suo standard decisamente basso.
L'idea di questa nuova opera nasce dalle esprienza diretta del regista, che a nove anni è stato ricoverato per sei mesi a causa di una bronchite. In quell'occasione affascinato ed impaurito dall'ospedale e dalla sua situazione, condivise con gli altri bambini le storie sui presunti fantasmi che si trovavano in una camera abbandonata dell'edificio.
Oggi il tutto ci viene riproposto come se fossimo quei regazzi costretti in ospedale e lo stesso Balaguerò tende a dirci che "va dritto al cuore". Purtroppo il cuore dello spettatore è già pesantemente provato dal costante flussi di banalità eruttate dallo schermo fino ad un assurdo finale destinato a scatenare l'ilarità piuttosto che tensione, paura o qualunque altro sentimento.
Non si può certo discutere l'abilità del regista nell'utilizzare i suoi strumenti, dalla cinepresa fino ad un discreto montaggio, ma purtroppo a latitare è l'originalità, la trama ed i dialoghi perduti nella palude degli stereotipi.
Resta a questo punto un prezioso suggerimento per tutte quelle persone di colore dall'animo buono: non date mai consigli ai bambini, né cercate di frapporvi alle "forze del male", altrimenti finirete molto male come già Shining avrebbe dovuto insegnarVi.