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Waiting - L'Attesa

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FESTIVAL

Festival di Venezia 2005
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Waiting - L'Attesa

(Attente)

Film del: 2005     Genere: Drammatico
Durata: 90 minuti   



Trama:

Prima di lasciare la Palestina per trasferirsi all'estero, il regista Ahmad accetta un ultimo lavoro. Riceve l'incarico di selezionare gli attori del nuovo Teatro Nazionale Palestinese. In viaggio con la giornalista Bissan e con il suo cameraman va in cerca di talenti in numerosi campi profughi di Giordania, Siria e Libano.



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Recensione del film: Waiting - L'Attesa

E’ troppo tempo che la questione arabo-israeliana continua a mangiarsi le vite di tanta gente che chiede solo di avere uno Stato a cui appartenere. E se è vero che è notizia di pochi giorni fa lo sgombero delle città insediate dai coloni è pur vero che le tensioni continuano ad essere forti.

Senza volersi schierare da nessuna parte, perché se uno “vince” c’è sempre l’altro che “perde” (e si sa che le vittime sono sempre le persone “comuni” e non chi sta lassù), nel film di Rashid Masharawi, la visione dei fatti è quella dei Palestinesi. Ma L’Attesa non è un film sugli scontri tragici degli ultimi decenni, non ci fa vedere kamikaze che si fanno scoppiare o scontri tra fazioni. Questo film è soltanto un inno alla voglia di vivere. La guerra c’è, è innegabile, ma è sullo sfondo. Verso la fine del film esce con tutta la sua prepotenza, ma durante il racconto è soltanto un temibile sottofondo.

L’Attesa è il racconto di un viaggio fatto per “ricordare” ma anche per guardare avanti. Il teatro è un pretesto per poter sperare in qualcosa (tutto il film è la ricerca di attori per il Teatro Nazionale di Palestina, che non esiste ma forse esisterà). Ognuno ha bisogno di credere in qualcosa e anche se sembra impossibile raggiungere uno scopo, bisogna crederci fino in fondo, per far sì che chi ha lottato, non abbia lottato invano. Già con Ticket to Jerusalem, Masharawi ci aveva raccontato la storia di un sogno: il cinema come mezzo per capire che c’è una vita malgrado tutto (il film di quasi tre anni fa parlava di un proiezionista che rischiava la vita per portare il cinema nei territori occupati).

Ma la cosa che piace di più è il racconto del dolore (cosa che fa anche Amos Gitai, sull’altra “sponda”), attraverso la quotidianità della gente comune. Solo facendo questo si può raccontare anche la gioia. Se si raccontasse soltanto la guerra non ci sarebbe molto spazio per le cose allegre (L’Attesa in alcuni momenti è anche molto divertente) Invece benché la ferita sia sempre dentro ognuno, bisogna fare spazio a tutto ciò che rende una vita, degna di essere vissuta. Ed è per questo che il Sogno deve essere sempre alimentato, anche quando sembra che tutto vada a puttane. Il Teatro, il Cinema, la Musica sono soltanto mezzi per realizzare questa Idea.
Emily Dickinson dice: “Per fare un prato occorrono un trifoglio ed un’ape... un trifoglio ed un’ape...e il sogno. Il sogno può bastare se le api sono poche”.

(Renato Massaccesi)



Cast

    Areen Omari

... Bissan

    Mohmaud Massad

... Ahmad

    Yousset Baroud

... Lumi?re

Dati Tecnici

Nazione

 

Francia / Palestina

Regia

 

Rashid Masharawi

Sceneggiatura

 

Rashid Masharawi / Oscar Kronop

Fotografia:

 

Jacques Besse

Colonna Sonora

 

RegMusic Factory

Produzione:

 

Silkroad Production

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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