Ad 87 anni smentire se stessi puo’ sembrare un’operazione superba quasi supponente. Ed in questo tranello non cade Manoel De Oliveira, da anni ormai considerato il grande vecchio della cinematografia mondiale, con l’ultima sua opera presentata in concorso alla 62’edizione della Mostra del Cinema di Venezia.
Espelho Magico (“Specchio magico”, la traduzione in italiano), infatti, non tradisce la cifra stilistica del regista portoghese.
Film intriso da pregnanti connotazioni filosofiche, racconta una storia tratta da un romanzo dalla scrittrice Agustina Bessa-Luis (A Alma Dos Ricos) nella quale viene descritta la crisi mistica di una ricca donna portoghese, Doña Alfreda. Vittima di un latente senso di colpa per essere tanto ricca, Alfreda ha come sua principale, ed unica, aspirazione, quella di avere una visione della Madonna (Nuestra Señora). Urgenza vieppiu’ alimentata dalla convinzione, resale da un noto scienziato, che la Madonna provenisse da una ricca famiglia. In questo suo deliquo religioso, e’ sostenuta dal suo chauffer, distrattamente assistita dal marito piu’ impegnato ad insegnare musica a giovani ragazzi privi di mezzi, sorretta da un entourage familiare ed amicale svagato, se possibile, quanto e piu’ di lei.
Se accettiamo che un ex carcerato – spacciatore – possa discettare citando i vangeli apocrifi, o che un falsario diventato accordatore di pianoforti possa sostenere una discussione circa la segreta essenza della Vergine, il film di De Oliveira ci potra’ apparire una magnifica ed elegantissima burla. Ed in effetti, la sottile ironia che pervade il film nella sua interezza, tanto nei dialoghi nei quali puo’ capitare di ascoltare paragoni tra Abisas da Suman (per chi non lo sapesse pastorella ebrea soggiogata ai faraoni) e Cher (per chi non lo sapesse rockstar sempreverde), quanto nelle riprese dove a lunghe sequenze di recitazione teatrale si alternano momenti di gai scherzi infantili, ci convince dello spirito canzonatorio che il regista ha voluto imprimere al suo film.
In questo intento, ben assistito dagli interpreti tutti gia’ ben collaudati al cinema di De Oliveira da Michel Piccoli a Leonor Silveira, da Ricardo Trepa a Luis Miguel Cintra.
Una frase, infine, che ben riassume il clima del film: “Non e’ necessario essere ricco per mangiare, ma e’ necessario essere ricco per assaporare”.