La migliore risorsa italiana sul mondo del cinema
ricerca film:

Les Amants Réguliers

..............................
FESTIVAL

Festival di Venezia 2005
Film in concorso

..............................



..............................
ARTICOLI CORRELATI




10/09/2005
Venezia 62 - Tutti i premi

..............................

Les Amants Réguliers

(Les Amants Réguliers)

Film del: 2005     Genere: Drammatico
Durata: 178 minuti   Uscito al cinema il: 30/09/2005   


Philippe Garrell può decisamente essere definito un autore e il suo ultimo film l'ulteriore espressione della sua coerenza poetica.


Trama:

L’amore ai tempi del maggio francese tra due giovanissimi rivoluzionari.



Vota il film!

Voto medio: 7,00

Voto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto acceso


Recensione del film: Les Amants Réguliers

Ce n'est pas une image juste, c'est juste une image (Jean-Luc Godard)

In Prima della Rivoluzione film cui Philippe Garrel si ispira dichiaratamente per questo suo Les Amants Réguliers, Bernardo Bertolucci faceva dire a Gianni Amico "Il cinema è un fatto di stile e lo stile è un fatto morale".

Era un po' il concetto base della politique des auteurs che giovani critici degli anni '50, poi registi dagli anni '60, professavano tra fogli di Cahiers du Cinéma e pellicole di Nouvelle Vague. Lo stile non era altro che il modo, la poetica, di un autore cinematografico di esprimere la propria personale visione del mondo.

Date queste premesse, Philippe Garrell può decisamente essere definito un autore e il suo ultimo film l'ulteriore espressione della sua coerenza poetica.

Dotatissimo discepolo di Godard e Truffaut, Garrel ripropone in Les Amants Réguliers il tema del Maggio parigino, affrontato recentemente dallo stesso Bertolucci e i suoi Dreamers a cui il regista francese ha dichiarato di aver voluto rendere omaggio non solo citandolo deliberatamente (Clothilde Hesme chiede al suo interlocutore se avesse mai sentito parlare di un film intitolato Prima della Rivoluzione. A risposta negativa, sconsolata, volge lo sguardo languido alla macchina da presa e pronuncia lentamente: Bernardo Bertolucci), ma usando anche gli stessi costumi del recente film italiano e soprattutto rimettendo davanti alla macchina da presa il figlio Louis che aveva fatto gran bella mostra di sé nella re-visione sessantottina del cineasta parmense.

Una sorta di serpente che si morde la coda. Un circolo vizioso in cui rintracciare tutti gli elementi innovativi creati, scoperti, intuiti dai maestri (Godard, Truffaut, Chabrol, Rohmer, Rossellini e per Garrell anche Bertolucci) e riproporli non tanto per una irragionevole nostalgia rivolta ai tempi che non verranno più, ma per evidenziare un legame di continuità con un rigore - stilistico - che ha fatto del cinema "l'arma" più libera per esprimere il proprio pensiero sullo stato delle cose.

Bertolucci riportava Léaud davanti alla Cinémathèque di Parigi e Garrel riporta sé stesso poeta ventenne talentuoso e maledetto, suo figlio Louis e il Theo di The Dreamers, tra pavé disselciato e cariche della polizia, per mostrare l'illusione dei rivoluzionari che non hanno saputo frenare il mondo dal suo regresso odierno.

Per Garrel (così come per i suoi maestri) l'amore è l'unico antidoto. Quell'amore che Truffaut definiva “il soggetto dei soggetti”, il protagonista ombra di tutti i racconti possibili. Quell'amore che partendo dai segni della vita (propri del realismo poetico), non vuole verosimiglianza, ma preferisce nutrirsi di eccesso e follia (propri della rappresentazione melodrammatica). Quell'amore che lava le ferite di una sconfitta politica poco argomentata e nutre le anime complesse di giovani bellissimi (tanto quanto le immagini che li mostrano). Quell'amore che non può far altro che arrendersi all'oppio leoniano (cfr. C'era una Volta in America) per cancellare la visione di una vita rubata. Perché, per dirla con Godard, non esiste un'immagine giusta, ma semplicemente un'immagine. La propria.

(Adèle H.)



Curiosità:

Con Les Amants Réguliers Garrell ha vinto il Leone d'argento per la miglior regia alla 62ma Mostra del Cinema di Venezia. Garrel aveva già ottenuto lo stesso riconoscimento nel 1991 quando aveva portato in laguna il film J'Entends Plus la Guitar. Nel 1999, invece, è stato il lizza per il leone d'oro con Le Vent de la Nuit e nel 2001 con Sauvage Innocence si è aggiudicato il premio Fipresci assegnato dalla critica internazionale.



Cast

Clotilde Hesme   Clotilde Hesme

... Lilie

François Toumarkine   François Toumarkine

Julien Lucas   Julien Lucas

... Antoine

Louis Garrel   Louis Garrel
(22 anni circa in questo film)

... Francois

    Mathieu Genet

... Nicolas

Dati Tecnici

Nazione

 

Francia / Italia

Regia

 

Philippe Garrel

Sceneggiatura

 

Philippe Garrel

Fotografia:

 

William Lubtchansky

Colonna Sonora

 

Jean-Claude Vannier

Produzione:

 

Maïa Films

Distribuzione:

 

Istituto Luce

...............................................
GALLERIA FOTOGRAFICA
...............................................





..............................

scrivi la tua opinione

..............................