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I Giorni dell'Abbandono

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I Giorni dell'Abbandono

(I Giorni dell'Abbandono)

Film del: 2005     Genere: Drammatico
Durata: 96 minuti   Uscito al cinema il: 16/09/2005   


Purtroppo, come detto, il film cede troppo nel sentimentalismo. E si ha l’impressione che siano proprio queste le scene girate con meno perizia ed originalità. Il che, per un film che parla d’amore, è, evidentemente, un grave handicap.


Trama:

Olga trentacinquenne sposata con due figli, vede il suo matrimonio andare in crisi e con quello anche la sua vita. Dopo una depressioni ed insicurezze, un nuovo amore sembra darle la forza di rialzarsi.



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Recensione del film: I Giorni dell'Abbandono

E’ davvero difficile, evidentemente, girare un film d’amore e tradimento senza cedere a tentazioni spirituali quasi mistiche. Anche Roberto Faenza – direttore di opere anche di impegno come il recente Alla luce del sole - si lascia andare alla seduzione della visione onirica e misticheggiante. Infatti, il film, che dopo una prima parte zoppicante e stentata dove due poco convinti attori (Margherita Buy e Luca Zingaretti) balbettano frasi da romanzo d’appendice, si era ripreso grazie, questa volta, alla bravura della Buy nel recitare scene di rabbia e disperazione, è definitivamente affossato dal regista di Torino che non ci risparmia la scena del cane morto che galoppa sul palco sul quale pochi minuti prima, quello che diverrà il suo nuovo amore (Goran Bregovic), si era esibito con il violoncello.

Eppure, qualche pregio l’opera ce l’ha.

Tratto dal romanzo omonimo scritto da Elena Ferrante, ha nel suo nucleo centrale lo sviluppo piu’ coerente e credibile. Le conseguenze spirituali ma anche pratiche dell’abbandono subito da una moglie che fino a quel momento nulla aveva sospettato, la sua reazione dapprima sbalordita e poi di sordida rabbia, il suo tentativo disperato e tristemente penoso di ricostruire un rapporto ormai lacero, la pietosa vendetta nell’imbarcarsi in un nuova relazione imbarazzante e artificiosa: sono elementi sufficientemente ben descritti e che forniscono un quadro psicologico e sociale attendibile e logico.

Purtroppo, come detto, il film cede troppo nel sentimentalismo. E si ha l’impressione che siano proprio queste le scene girate con meno perizia ed originalità. Il che, per un film che parla d’amore, è, evidentemente, un grave handicap.

Nel finale la tensione si stempera per arrivare senza troppi sussulti emotivi alla domanda che innerva tutta l’opera (“E’ una colpa non amare piu’?”) che Zingaretti rivolge all’ex moglie ormai rasserenata da una nuova consapevolezza (nuova per lei ma antica come il mondo: i figli, cosa non si farebbe per loro…) e la cui risposta è un rassegnato no.

Curiosa la presenza di Goran Bregovic che, fondamentalmente, interpreta sé stesso (un musicista straniero che vive a Torino): impacciato come attore, meravigliosamente ispirato quando suona sul palco.

Ad ognuno, prego, il proprio mestiere.

(Daniele Sesti)



Cast

    Alessia Goria

... mendicante

    Gea Lionello

... Lea

Goran Bregovic   Goran Bregovic
(55 anni circa in questo film)

... Damian

Luca Zingaretti   Luca Zingaretti
(44 anni circa in questo film)

... Mario

Margherita Buy   Margherita Buy
(43 anni circa in questo film)

... Olga

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia

Regia

 

Roberto Faenza

Sceneggiatura

 

Elena Ferrante

Fotografia:

 

Maurizio Calvesi

Colonna Sonora

 

Goran Bregovic

Produzione:

 

Jean Vigo

Distribuzione:

 

Medusa

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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