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Cinderella Man - Una Ragione per Lottare

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Cinderella Man - Una Ragione per Lottare

(Cinderella Man)

Film del: 2005     Genere: Biografico / Drammatico / Sportivo
Durata: 144 minuti   Uscito al cinema il: 09/09/2005   


Cinderella Man è una sorta di Rocky a cui sono state brutalmente asportate le tipicità di una vita reale e cruda, per essere sostituite con una vagonata di sani valori americani sul Sogno, il riscatto ed il “will power”.


Trama:

Ascesa e riscatto di Jim Braddock, pugile proletario, padre di famiglia e idolo delle folle nell’America della grande Depressione, che in quindici round sconfisse il campione di pesi massimi Max Baer.



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Recensione del film: Cinderella Man - Una Ragione per Lottare

Le sindromi sono delle forme di malattia particolarmente perniciose, spesso contraddistinte da sintomi piuttosto caratteristici. Le sindromi, spesso letali, hanno la peculiarità di poter essere diagnosticate e prevenute, solo se rilevate in tempo.
Ora resta da stabilire se effettivamente esiste quella che potrebbe essere definita la “sindrome dei giorni felici”, o meglio da “Happy Days”. La famiglia perfetta da cartolina, con marito e moglie - ovviamente paginatissimi - felicemente sposati, uniti da un indissolubile e duraturo legame; prole più o meno numerosa, cornice di quadretto rassicurante. Una casa con giardino dove rilassarsi o organizzare barbecue all’aperto. E’questa l’America da proporre al pubblico così che possa meglio dimenticare che è praticamente in guerra, soffre di depressione economica, ha innescato una macchina consumistica che li sta distruggendo, è popolata da obesi, e via dicendo.
Come mostrarla, con una festa all’aperto per i bambini prima di una pericolosa missione (Apollo 13) o con una moglie sempre accanto anche nei momenti di completo disagio mentale (A Beautiful Mind) o con un abbraccio nel portico come in Cinderella Man.
Chi è afflitto dalla sindrome? Ma ovviamente Ron Howard!

Cinderella Man è una sorta di Rocky a cui sono stati brutalmente asportati gli addentellati ad una vita reale e cruda, per essere sostituito con una vagonata di sani valori americani sul Sogno, il riscatto ed il “will power”.
Non resta che chiedersi quale sia il bisogno per il pubblico europeo di due ore e mezza di tortura a base di stereotipi, trama lacrimosa e soprattutto scontatissimo finale (in primis perché derivante da una biografia e poi perché il film è di Ron Howard appunto).
Se all’America una bella overdose di Sogno fa sempre bene ed esalta la massa, ottundendo qualsivoglia capacità di discernimento, a noi risulta decisamente indigesta.

Ufficialmente oltre alla storia del pugile che ha incarnato la voglia di riscatto di tutte le vittime della Grande Depressione del ’29, la coprotagonista del film è proprio la situazione sociale che ha investito l’America di quegli anni. Man mano che le immagini ci accompagnano, la sensazione è quella di essere totalmente immersi in un libro di Charles Dikens con tutte le pennellate del caso – abitazione fatiscente, stufa senza legno e bambino afflitto da bronchite – ma la presentazione di questo dramma è troppo manieristica per sentirlo veramente presente, anche se Russel Crowe sostiene, che lui stesso ha vissuto momenti simili all’inizio della sua carriera.

Il mestiere del lentiginoso regista dell’Oklahoma non è comunque assolutamente in discussione; tecnicamente è forse il più classico e talentuoso della sua generazione, ma il suo eccessivo idealismo lo penalizza. Affrontare un film sul pugilato equivale a scomodare colleghi come Martin Scorsese ed il suo inarrivabile Toro Scatenato o Clint Eastwood ed il suo oscarizzato Million Dollar Baby.
Risultato: un apprezzabile girato in soggettiva ed un infausto montaggio frenetico, poco per colpire, sufficiente per non andare al tappeto.

(Valerio Salvi)



Curiosità:

Il film ha subito un ritardo di due mesi durante le riprese a causa di un infortunio alla spalla di Crowe - slogatura - durante gli allenamenti di boxe.

Russel Crowe ha perso circa 20 chili per entrare nel ruolo.

Per girare il film è stata creata la "cinepresa-pneumatico", ovvero la cinepresa è stata montata all'interno di uno pneumatico con una lastra di plexiglass davanti per consentire ai puglili di tirare dei colpi diretti e filmare con più realismo.

Nel film Braddock sostiene di aver sognato una favolosa cena con l'attore Mickey Rooney. Siamo nel '33 e Rooney diventerà famoso solo alla fine degli anni '30.



Cast

    Ariel Waller

... Rosemarie Braddock

Bruce McGill   Bruce McGill
(55 anni circa in questo film)

... Jimmy Johnston

    Chuck Shamata

... padre Rorick

Connor Price   Connor Price
(11 anni circa in questo film)

... Jay Braddock

Linda Kash   Linda Kash

... Lucille Gould

Nicholas Campbell   Nicholas Campbell
(53 anni circa in questo film)

... Sporty Lewis

    Patrick Louis

... Howard Braddock

Paul Giamatti   Paul Giamatti
(38 anni circa in questo film)

... Joe Gould

Renée Zellweger   Renée Zellweger
(36 anni circa in questo film)

... Mae Braddock

Russell Crowe   Russell Crowe
(41 anni circa in questo film)

... Jim Braddock

Dati Tecnici

Nazione

 

USA

Regia

 

Ron Howard

Sceneggiatura

 

Cliff Hollingsworth

Fotografia:

 

Salvatore Totino

Colonna Sonora

 

Thomas Newman

Produzione:

 

Universal Pictures / Miramax Films / Imagine Entertainment / Parkway Productions

Distribuzione:

 

Buena Vista

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