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Kuihua Duoduo

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FESTIVAL

Festival di Venezia 2005
SIC - Settimana Internazionale della Critica

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Kuihua Duoduo

(Kuihua Duoduo)

Film del: 2005     Genere: Drammatico
Durata: 98 minuti   


Ne I Girasoli la concezione del tempo di diventa quasi insopportabile non succede assolutamente nulla per quasi tutto il film.


Trama:

Un cantante folk cinese racconta con la sua chitarra la storia di Ma Xiaogang, un giovane appena tornato dal carcere dove ha scontato sei anni per avere violentato una maestra.



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Recensione del film: Kuihua Duoduo

La Cina non è poi così vicina, almeno a livello cinematografico. Lo sapevamo da sempre che la loro concezione del tempo è molto più dilatata della nostra. A chiunque sia capitato di guardare un film cinese d’autore, avrà intuito che è tutto molto più lento, eppure il fascino di molti di questi film è innegabile.

I Girasoli però esagera! Il regista lo chiama film di genere folcloristico, che può voler dire tutto e niente. E’ un documentario? Sembra proprio di no. E’ un film che parla di tradizioni della Cina rurale? Meno che mai. Ma allora che è? Boh.

Bisogna dirlo: non è detto che, per tutto ciò che ci arriva dall’estremo Oriente si debba per forza sbracciarsi e gridare al miracolo. C’è un bel Cinema ed un brutto Cinema nel paese della Grande Muraglia come in qualsiasi nazione del mondo. Provate voi a sorbirvi (anche se dubito che mai ve lo sorbirete a meno che non eravate nel pubblico delle proiezioni veneziane), un film dove c’è una specie di Bob Dylan in cinese che si sgola per raccontare la storia di uno che non si capisce se è muto o scemo e dopo sei anni di galera esce e si mette a fare il bruscolinaro (venditore di semi di girasole), in un paese dove vivono, almeno sembra, si e no venti persone. Oltre a ciò ci sono delle visioni un po’ oniriche, un po’ realistiche (il protagonista si ricorda ragazzino) in cui appare una ragazza che per un’ora buona ci chiediamo chi possa essere. Adesso cercate di raccapezzarvi.

Ma non finisce qui: la concezione del tempo di cui parlavamo all’inizio, qui diventa quasi insopportabile. Non succede assolutamente nulla per quasi tutto il film. L’unica “consolazione” che possiamo avere in tutto questo sono i brevi intermezzi regalatici da Yang Yi che qui sembra avere la stessa funzione di Jonathan Richman in Tutti pazzi per Mary, solo che alla fine all’americano gli sparano mentre il cinese miracolosamente non rischia mai la vita. E a proposito di vita, parola grossa se accostata a questo film, gli unici segnali sono veramente quelli del cantastorie che anche se fa soltanto folk con una chitarrella, in confronto a quello che succede nel film sembra essere l’intera filarmonica di Vienna, timpani compresi. Ma forse però qualsiasi critica si possa fare a I Girasoli può essere anche sbagliata perché noi occidentali facciamo fatica a capire i simbolismi insiti in un girasole, o in un venditore di semi. Chi lo sa! Forse come dice quell’altro “cantastorie” un po’ più famoso: “The answer, my friend, is blowing in the wind. The answer is blowing in the wind”.

(Renato Massaccesi)



Cast

    Hao Tian

... Maa Maa

    Mingjie Wang

... Xiaogang Ma

    Qian Sun

... A Mei

    Yi Yang

... cantante

    Yingying Wu

... Xiaoqian Zhang

Dati Tecnici

Nazione

 

Cina

Regia

 

Wang Baomin / Fu Xiaohong

Sceneggiatura

 

Wang Baomin

Fotografia:

 

Qi Rui

Colonna Sonora

 

Yang Yi

Produzione:

 

Beijing Sunflower Film Workshop

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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