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La Sposa Siriana

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La Sposa Siriana

(The Syrian Bride)

Film del: 2004     Genere: Commedia / Drammatico
Durata: 97 minuti   Uscito al cinema il: 01/07/2005   


Riempita la valigia degli affetti, subiti i guasti di una società ingessata sulle proprie folli regole, individuata la porta dell’amore, la sposa, ne varca la soglia


Trama:

Sulle Alture del Golan, territorio di occupazione israeliana, Mona Deve sposare un attore della tv siriana. Una volta varcata la frontiera, l’apolide, avrà un passaporto siriano che non le permetterà di tornare indietro. I due si conosceranno alla frontiera, sotto gli occhi dei rappresentanti di tutto il mondo.



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Recensione del film: La Sposa Siriana

Il matrimonio che il regista intende celebrare è quello tra il cinema e tutte le diverse culture che ad esso si affidano per raccontarsi. Il vuoto immenso delle istituzioni, di razionalità, di praticità e capacità a trovare soluzioni umane, è colmato dall’amore, l’affetto, le difficoltà e i pericoli che i semplici cittadini affrontano quotidianamente.

La distanza tra i bisogni della famiglia e i poteri forti che vorrebbero farsi carico delle loro necessità, appare incolmabile. Guerre fratricide tra poveri e miserabili hanno reso una terra schiava del pregiudizio, della chiusura mentale, del peso dei padri che grava e spesso schiaccia i bambini nati con una vendetta da compiere per onorare i genitori.

Una famiglia come tante nel mondo, piena di figli che nonostante le scelte si stringono tra fratelli, è costretta a vivere sotto occupazione straniera. Subisce la perdita dei diritti e della libertà, e si aggrappa alla tradizione, ai valori nei quali la collettività si riconosce, per resistere in una terra che non si è più padroni di amministrare.

Il regista israeliano Eran Riklis scrive la storia con una sceneggiatrice palestinese, l’ambienta in un terra siriana occupata dagli israeliani e si avvale di una troupe internazionale per renderla più vera. Quasi a testimoniare che la collaborazione può essere molto più produttiva dello scontro dei poteri, riunisce sotto di sé un cast chiamato a testimoniare le opprimenti condizioni imposte ai popoli mediorientali.

Chiama in causa la burocrazia di entrambi i paesi per sottolineare quanto le istituzioni siano latitanti di fronte ai problemi reali delle persone costrette a vivere dentro frontiere che le rendono più schiavi della terra che liberi di coltivare sogni.

Con la presentazione dei fratelli e delle rispettive famiglie, Riklis introduce il dramma che pare consumarsi nella terra di nessuno, dove chi esce sembra tornare a casa e chi rimane in patria appare confinato in prigione. I genitori della sposa benedicono l’allontanamento della figlia rinunciando a lei per sempre pur di vederla felice e apparentemente libera.

Le donne sono oppresse da una società che preferisce schiacciare le loro ambizioni di crescita ed il loro bisogno di emancipazione attraverso la cultura del sospetto, dell’inganno, della conservazione del potere a tutti i costi.

Amal, l’attrice palestinese Hiam Habbas, con amabile leggerezza sintetizza la disperazione delle donne che non hanno possibilità di esternare il dolore e la speranza che solo in loro può riporre, chi ancora ritiene che l’autodistruzione delle razze non sia l’unica soluzione della guerra combattuta dai potenti e subita dagli inermi.

Nella faccia della sposa, Clara Khoury, la paura del distacco dalla famiglia, dalla madre terra, dall’oppressione, lasciano lentamente strada alle curve del sorriso. Riempita la valigia degli affetti, subiti i guasti di una società ingessata sulle proprie folli regole, individuata la porta dell’amore, ne varca la soglia e accetta di rischiare l’infelicità percorrendo l’unica strada in grado di superare confini corporali, barriere affollate e muri disarmanti.

Il film di Reskil chiarisce il problema, fornisce punti di vista, permette a tutti di esprimere il loro giudizio, e si riserva, nel finale, di fare un po’ come vuole, oltrepassare la frontiera della realtà e sognare una sentimentale reazione all’ignobile odio geneticamente imposto.

(Andrea Monti)



Cast

    Ashraf Barhom

... Marwan

    Clara Khoury

... Mona

    Eyad Sheety

... Hattem

    Hiam Abbass
(44 anni circa in questo film)

... Amal

    Makram Khoury

... Hammed

Dati Tecnici

Nazione

 

Francia / Germania / Israele

Regia

 

Eran Riklis

Sceneggiatura

 

Suha Arraf / Eran Riklis

Fotografia:

 

Michael Wiesweg

Colonna Sonora

 

Cyril Morin

Produzione:

 

Eran Riklis Productions / Neue Impuls Film / MACT Productions

Distribuzione:

 

Mikado

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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