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Madagascar

(Madagascar)

Film del: 2005     Genere: Animazione / Bambini / Commedia / Famiglia
Durata: 80 minuti   Uscito al cinema il: 02/09/2005   


Una zebra compie dieci anni nello zoo di Manhattan. Nel mezzo del suo cammin decide di scappare per vedere il mondo e la giungla, suo habitat naturale. Preoccupati la seguono un leone, una giraffa ed un ippopotamo.


Trama:

Uno degli animali dello zoo di New York è scomparso ed i suoi amici, leone, zebra, giraffa ed ippopotamo, evadono per tentare di ritrovarlo. Si ritroveranno per errore nel "selvaggio" Madagascar.



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Recensione del film: Madagascar

Prodotto ben confezionato e vendibile in tutti i mercati del mondo un tanto al chilo ed incasso garantito dal lancio in un milione di sale.

Disegni in stile anni ’30-40’ modernizzati attraverso tecniche di schiacciamento ed allungamento all’avanguardia. Personaggi buffi, simpatici, teneri, accattivanti, innocui, spesso indifesi e in cerca di avventure.

La storia?

Una favoletta nella quale si ha l’ambizione di far credere che un animale chiuso in cattività, il re della foresta, quantunque servito e riverito, una volta rimesso nel suo habitat naturale, soffrirebbe la nostalgia delle mille garanzie offerte da una civiltà evoluta.

Costretti dunque a pensare che questi animali, una zebra, un leone, un ippopotamo ed una giraffa, siano la metafora di uomini civilizzati, ipocondriaci, appantofolati, occidentali in cerca di avventure perché privati del telecomando, come tali li ponderiamo.

Se il leone viene giornalmente rifornito di bistecche, non vede nell’amico zebra un pasto appetitoso. Quando però approda nell’isola incontaminata del Madagascar ed è costretto a procacciarsi il cibo, la sua natura riaffiora ed addenta il sedere del compagno. La zebra da parte sua, non fa che chiedersi, alla veneranda età di dieci anni, se la sua pelle sia più nera o più bianca, sperando di capirlo a contatto con una natura selvaggia.

Dov’è il trucco?

La bella scatola contiene istinti primordiali e aspirazioni legittime. Chi è lontano dalla propria terra, anche se non l’ha mai vista, a quella brama ritornare. Sono tanti i neri americani che vedono l’Africa come la loro unica patria. Se tornassero veramente dove sono stati catturati i loro avi, saprebbero adattarsi senza comodità e garanzie del mondo moderno? Riesumando i loro istinti carnivori scapperebbero anche loro sull’orlo di una crisi di identità, come il leone che, proprio nel momento in cui vede messa in discussione la sua civilizzazione, scopre nel compagno un’appetitosa preda e fugge per non addentarla?

I lemuri malgasci ballano e cantano ma non sono al sicuro. I lupi sono in agguato. Rimangono in patria, ma se potessero scappare con i quattro amiconi desiderosi di tornare nella loro giungla d’asfalto, li seguirebbero nel viaggio verso il tanto bramato paradiso asettico artificiale?
I pinguini che raggiungono l’Antartide, decidono di tornare indietro perché fa freddo, perché non c’è abbastanza luce sei mesi l’anno o perché il pesce se lo devono pescare?

I registi Eric Darnell Z La Formica e Tom Mc Grath non rispondono. Raccontano gli effetti sorvolando sulle cause, lasciando anche gli spettatori meno esigenti nell’impossibilità di capire ciò che spinge gli animali a tornare in una giungla d’asfalto, in gabbia, ed alla mercé dell’uomo che li sfrutta, in cambio di qualche medicina e fiorentine a sazietà.

Sollevando il tema della libertà, della ricerca delle origini, degli istinti primordiali, i professionisti della DreamWorks tirano il sasso e nascondono la mano, magari per paura che un bambino poco inquadrato gliela morda, dando fondo a tutti i suoi istinti più naturali.

(Andrea Monti)



FILM CORRELATI:

  • (2008) Madagascar 2

  • Cast

    Dati Tecnici

    Nazione

     

    USA

    Regia

     

    Eric Darnell / Tom McGrath

    Sceneggiatura

     

    Mark Burton / Billy Frolick

    Colonna Sonora

     

    Hans Zimmer

    Produzione:

     

    DreamWorks

    Distribuzione:

     

    UIP

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    carino ma non fantastico

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