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Il Ritorno del Monnezza

(Il Ritorno del Monnezza)

Film del: 2005     Genere: Azione / Commedia
Durata: 90 minuti   Uscito al cinema il: 15/04/2005   



Trama:

Rocky Giraldi, figlio del mitico Nico, è anche lui un poliziotto in borghese che con i suoi metodi spicci e "casarecci" combatte la criminalità romana.



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Recensione del film: Il Ritorno del Monnezza

Un ritorno atteso quello del personaggio del “monnezza” che negli anni ’70 ed ’80 era diventato un vero e proprio cult per le giovani generazioni di allora. Atteso sia dai suoi estimatori – magari oggi diventati seri professionisti – ma anche dai suoi detrattori, cultori di un cinema più d’elite e soprattutto meno volgare.

Sgombriamo subito il campo da possibili fraintendimenti e diciamo – a conforto degli ammiratori del personaggio che rese famoso Tomas Milian – che se l’operazione ideata e realizzata dai fratelli Vanzina assieme al redivivo Vittorio Cecchi Gori era quella di resuscitare il “monnezza” con tutti i topos che lo avevano contraddistinto, questa è perfettamente riuscita. Il “monnezza” – rectius, il figlio del “monnezza” - c’è ed è tornato più ruspante che mai e più che mai volgare. Vero eroe popolare, come può esserlo un Masaniello a capo di una folla, triviale come Falstaff in un bordello, personaggio da osteria che si accompagna con la feccia del mondo, ma dotato di una solida moralità ed incorruttibile come Catone l’uticense, il “monnezza” si erge a difesa dei deboli e degli sfruttati, sculaccia i ricchi ed i potenti ed è pronto a giocarsi la carriera per multare un commendatore che parcheggia il suo fuoristrada nel posto riservato agli handicappati. E poco importa se lo fa col turpiloquio e senza mai levarsi di dosso quella zozza tuta da meccanico.

La sceneggiatura messa su da Carlo (qui anche nella veste di regista) e da Enrico Vanzina assieme a Piero De Bernardi (Blasetti, Zampa, Monicelli, Germi, Verdone sono alcuni dei registi con cui ha lavorato) e con la collaborazione di Claudio Amedola, ha il pregio di essere sincera. Non tradisce il personaggio originale – sarebbe stato ipocrita presentarci il figlio del “monnezza” che parla come Massimo Giletti e si muove come Cristiano Malgioglio – e ci serve una storia semplice come spiegare le addizioni ad un laureato in matematica ma che ha la virtù di essere al completo servizio del personaggio. Personaggio che sembra calzato per esaltare le cifre artistiche di Claudio Amendola quasi che lo zio Mario (a suo tempo uno degli autori dei film di Tomas Milian) avesse pensato a lui mentre lo scriveva. Nel ruolo si cala ottimamente anche Enzo Salvi nella parte del figlio del personaggio che fu di Bombolo del quale vi raccomandiamo di gustarvi l’orazione funebre declamata dal cabarettista con una maglietta con su scritto “VERSACE n’artro litro” (la frase sembra essere sua).

Ma quelle che sono le doti di questo film, sono anche le sue pecche. Il rovescio della medaglia è la scurrilità esibita fino all’ostentazione da cui deriva l’intollerabile presunzione di farci credere che questo è il linguaggio della “gente” e che le battute del “monnezza” e compagni si ispirano alla realtà.
Viene da domandarsi: ma chi avete frequentato fino ad ora? Il personaggio funziona e può anche essere amato finché lo crediamo frutto della fertile mente di autori e scrittori ma non parliamo di realismo. Grazie.

(Daniele Sesti)



Curiosità:

Ferruccio Amendola, il padre di Claudio, è stato il doppiatore di Tomas Milian in tutti i film del "monnezza".

"Il personaggio del Monnezza era puntato tutto su alcune caratteristiche: l’aspetto esteriore, quasi un travestimento, e il modo di parlare. Il film ebbe un enorme successo, ma l’unico a capire le straordinarie potenzialità del personaggio fu solo Milian, grandissimo attore. Né il regista, né i produttori lo capirono, Tanto che il secondo film con Monnezza, sempre scritto da me, fu girato da Stelvio Massi con altri produttori. Il terzo film invece fu scritto ma mai girato. Nel frattempo, Milian aveva cominciato a girare “Squadra antitruffa” dove impersonava Nico Giraldi, ispettore di polizia che era una specie di Serpico all’italiana, personaggio completamente diverso dal mio. Ma poco a poco i due personaggi hanno iniziato a confondersi, sia perché interpretati dallo stesso attore, sia perché entrambi, sia a Giraldi che a Monnezza, dava la voce Ferruccio Amendola, grandissimo doppiatore e, da un certo punto di vista, unico vero Monnezza. Così vuoi per la voce di Amendola, vuoi perché il soprannome “Monnezza” fulminava lo spettatore e identificava immediatamente il personaggio e il tipo di film, da un certo momento in poi due personaggi nati diversi ideati da diverse persone hanno cominciato a fondersi prima nell’immaginario collettivo, poi anche nella realtà produttiva al punto che nessuno poi è più riuscito a distinguerli."
Dardano Sacchetti (l'ideatore del personaggio del "monnezza").



Cast

Claudio Amendola   Claudio Amendola
(42 anni circa in questo film)

... Ricky

Enzo Salvi   Enzo Salvi
(42 anni circa in questo film)

... Tramezzino

Elisabetta Rocchetti   Elisabetta Rocchetti
(35 anni circa in questo film)

... Betty

    Mariano D'Angelo

... Zagaja

Luis Molteni   Luis Molteni
(55 anni circa in questo film)

... onorevole Bonini

    Kaspar Capparoni
(41 anni circa in questo film)

... avvocato Lamantia

Gabriella Labate   Gabriella Labate

... Patrizia

    Roberto Brunetti

... Caccola

    Gianni Parisi

... ispettore capo Ramacci

Alessandro Di Carlo   Alessandro Di Carlo

... Cesare

Paolo Triestino   Paolo Triestino

... questore

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia

Regia

 

Carlo Vanzina

Sceneggiatura

 

Carlo Vanzina / Enrico Vanzina / Piero De Bernardi

Fotografia:

 

Claudio Zamarion

Colonna Sonora

 

Andrea Guerra

Produzione:

 

Cecchi Gori

Distribuzione:

 

Medusa

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