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Striscia, una Zebra alla Riscossa

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Striscia, una Zebra alla Riscossa

(Racing Stripes)

Film del: 2005     Genere: Avventura / Bambini / Commedia
Durata: 84 minuti   Uscito al cinema il: 25/03/2005   


Il film è tutto giocato sugli equivoci, sulle facili battute e sulla simpatia dello “slang” dialettale.


Trama:

Durante una tempesta, un circo itinerante perde un cucciolo di zebra. Il piccolo viene salvato da un fattore, allevatore di purosangue, che lo porta a casa e lo regala alla figlia.
La zebra cresce credendo di essere un cavallo da corsa e avendo l’ambizione di partecipare al Kentucky Open, la gara più famosa del posto.



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Recensione del film: Striscia, una Zebra alla Riscossa

“Era una notte buia e tempestosa...” così avrebbe iniziato Snoopy, e proprio in una notte di bufera parte l’avventura di una zebra convinta di essere un cavallo.
E’ tutto giocato sugli equivoci, sulle facili battute e sulla simpatia dello “slang” dialettale, questo divertente film che nella versione originale si avvale di attori quali Dustin Hoffman e Whoopi Goldberg che prestano le loro voci a due dei personaggi (Gegè e Bocca di Rosa).

Seguendo il filone inaugurato da Babe, il maialino che vuole andare in città, e dal topolino Stuart Little, questo film è scanzonato e ricco di sentimenti semplici e diretti, con una trama chiara e una morale che si palesa fin dalla prima inquadratura: il diverso non è per forza un perdente.
Nonostante la storia verta sulle vicende del protagonista, sulla sua voglia di correre, sul suo dover fare continuamente i conti con i presuntuosi purosangue e sull'incertezza circa le sue origini, a fargli da corollario ci sono molti altri personaggi, tutti a loro modo esilaranti. Da notare le due mosche che, con uno spiccato accento napoletano, non si esimono dal mettere continuamente in scena “sceneggiate” degne del Merola dei tempi d’oro, oppure il pellicano-siciliano, che cerca di sfuggire agli agguati della “cupola” o infine il gallo che, nonostante le levatacce mattutine, non smette mai di parlare con il suo fortissimo accento sardo.

I dialoghi sono scoppiettanti e ricchi di battute, le musiche ben cadenzate e le scenografie semplici ma efficaci. In tutto questo, la recitazione degli “umani” perde molto: essi servono solo da appendice alla storia tanto che a tratti sembra che non siano gli animali ad essere “affetti” da antropomorfismo, ma bensì uomini ad essere entrati forzatamente in un mondo che sembra loro estraneo.
Sicuramente il punto di forza del film è l’uso di un italiano con un forte accento dialettale, che resta a tutti comprensibile, ma che caratterizza molto i personaggi: il cane pigrone ben rappresenta il romano sornione, che si gode la vita e che si lascia scivolare addosso ogni problema, le mosche confusionarie sono una trasposizione della vivacità tipica dei napoletani, così come l’accento bolognese della capra saputella, palesa quella pacatezza di spirito propria dei bolognesi.

(Teresa Lavanga)



Cast

Bruce Greenwood   Bruce Greenwood
(49 anni circa in questo film)

... Nolan Walsh

Hayden Panettiere   Hayden Panettiere
(16 anni circa in questo film)

... Channing Walsh

M. Emmet Walsh   M. Emmet Walsh
(70 anni circa in questo film)

... Woodzie

Dati Tecnici

Nazione

 

USA / Sud Africa

Regia

 

Frederick Du Chau

Sceneggiatura

 

David F. Schmidt

Fotografia:

 

David Eggby

Colonna Sonora

 

Mark Isham

Produzione:

 

Alcon Entertainment

Distribuzione:

 

Eagle Pictures

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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