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20/09/2007
Giornalisti e Sabotatori in TV

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Cafè Lumiere

(Kôhî jikô)

Film del: 2003     Genere: Drammatico
Durata: 104 minuti   


Non eccede certo in virtuosismi stilistici Hou Hsiao-Hsien nel suo modo di fare cinema.

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Recensione del film: Cafè Lumiere

Yoko, una scrittrice specializzata in argomenti musicali, rientra a Tokio dopo un viaggio a Taiwan per motivi di lavoro. Tornata a casa comunica ai genitori di essere incinta e di voler portare avanti questa gravidanza da sola. I genitori rimangono turbati così come il suo amico Hajime padrone di una libreria di libri di seconda mano che spesso ha aiutato Yoko nelle sue ricerche bibliografiche. Tra i due c’è una tenera e fertile amicizia che potrà essere di aiuto per Yoko in un momento così delicato della sua vita.

Non eccede certo in virtuosismi stilistici Hou Hsiao-Hsien nel suo modo di fare cinema.
In “Cafè Lumiere” – presentato in concorso alla 61° Mostra del Cinema di Venezia - da lui stesso definito come una storia di Tokio del 21° secolo, non vi sono sequenze più brevi di almeno 10 secondi. Il regista cinese ma di adozione giapponese, piazza la macchina da presa in un punto ed i personaggi si muovono – se si muovono - nella rigida fissità dell’inquadratura la cui mobilità della messinscena che riprende è data da uno svolazzar di tende o dal rapido passaggio di un fugace gattino. Non c’è un primo piano, gli attori vengono ripresi da lontano, spesso con il viso in ombra o in un transitorio profilo. Quali simbolici significati si celino dietro queste scelte stilistiche è arduo comprenderlo anche perché la storia è sviscerata solo tangenzialmente non brillando l’opera neanche per la facondia dei dialoghi.

Hou Hsiao-Hsien (raggiunse il successo nel 2001 con “Millenium Mambo”) comunque, pur nell’estrema lentezza del ritmo narrativo, mostra di avere l’occhio giusto nell’apprestamento della messinscena nella quale il gioco di luci ed ombre di una attenta fotografia diventa fondamentale. Come fondamentale è l’apporto degli attori chiamati ad una prova durissima data la teatralità dell’opera. Yo Ito, al debutto cinematografico, è la bella Yoko mentre Hajime è interpretato da uno degli attori giapponesi più gettonati del momento. Parliamo di Tadanobu Asano (“Zatoichi”) già presente alla Mostra del cinema di Venezia in “Vital” di Shinya Tsukamoto.

(Daniele Sesti)



Cast

Kimiko Yo   Kimiko Yo
(47 anni circa in questo film)

    Masato Hagiwara
(32 anni circa in questo film)

    Nenji Kobayashi
(60 anni circa in questo film)

Tadanobu Asano   Tadanobu Asano
(30 anni circa in questo film)

    Yo Hitoto

... Yoko Inoue, scrittore freelance

Dati Tecnici

Nazione

 

Giappone / Taiwan

Regia

 

Hsiao-hsien Hou

Sceneggiatura

 

Hsiao-hsien Hou / T'ien-wen Chu

Fotografia:

 

Pin Bing Lee

Colonna Sonora

 

Yousui Inoue

Produzione:

 

Shochiku Co. Ltd.

Distribuzione:

 

non distribuito





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