Film del: 2004
Genere: Commedia / Drammatico
Durata: 154 minuti Uscito al cinema il: 04/03/2005
Trama:
Bosnia, 1992. Luka, un ingegnere ferroviario serbo, si stabilisce in un paese isolato, insieme alla moglie ed al figlio. Ma la guerra si avvicina. Milos, il figlio dovrà partire per il fronte mentre Jadranka cadrà tra le braccia di un musicista ungherese che la porterà via. Malgrado tutto questo Luka continua ad avere un ottimismo sfrenato.
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Voto medio: 7,00
Recensione del film: La Vita è un Miracolo
Abbiamo atteso sette anni per poter vedere un nuovo film di Emir Kusturica (senza contare il documentario del 2001 Super 8 stories), quindi l’attesa è stata grande. Gatto Nero, Gatto Bianco, ci aveva lasciato impazienti di scoprire quale altra poetica favola, questo grande autore ci riservasse, e La vita è un miracolo ci stupisce di nuovo: anche se è uguale a tutto il suo cinema precedente è comunque diverso. E’ difficile poter descrivere il mondo di Kusturica, forse (se mi è permesso fare paragoni), solo guardando un quadro di Marc Chagall, si può avere un idea di quanta favola, quanta poesia, quanto colore e tutto quello che vi pare c’è nella sua arte.
La vita è un miracolo è un film sulla guerra come lo era Underground. Certo, qui la guerra è un'altra, più recente e più dolorosa. Ma è sempre lei, nel 1941 come nel 1992, quella che separa, che abbandona, che uccide, che rende diversi. Eppure anche in tutta questa infamia c’è una storia che non muore mai che è quella della gente che non si rassegna, che continua ad amare malgrado tutto, che combatte per esser viva. Nel film di Kusturica c’è tutto questo e tanto altro. Ed è per questo che se ad un certo punto gira quasi la testa per quanta roba c’è dentro (gente che canta, balla, ride, piange e si comporta in modo “strano”, apparentemente senza motivo), sappiamo già che alla fine assisteremo ad un grande spettacolo, dove tutto si ricompatterà in una nuova poesia.
Tante volte il cinema di Kusturica ricorda quello di Federico Fellini, per il suo essere barocco, ridondante di immagini, ma se quello dell’autore riminese è più un cinema che svela il Cinema stesso, il cinema dell’autore bosniaco svela la Realtà stessa. In un certo senso è più doloroso, anzi: giocosamente doloroso. Sembra che tutti i suoi personaggi agiscano quasi inconsciamente, trasportati da un flusso vorticoso. Invece tutta questa confusione porta sempre verso la vita. Qui ci sono asini che piangono e letti che volano, ma se guardiamo bene tutto ha un senso. Ce l’ha nel momento in cui, dietro questi atteggiamenti bizzarri si svelano vite vere, segnate dalla vita stessa. In questo film c’è una storia d’amore che nasce quando l’amore sembrava una parola morta, anzi uccisa da tutto quell’odio che non muore mai. Eppure anche quando tutto sembra perso forse chissà… da qualche parte… E’ proprio vero: la vita è un miracolo!