Film del: 2005
Genere: Commedia / Guerra / Romantico
Durata: 132 minuti Uscito al cinema il: 11/02/2005
Il regista del “Il favoloso mondo di Amelie” torna agli schermi con un film che conferma tutte le sue doti di cineasta originale ed estremamente creativo.
Trama:
Mathilde, una giovane ragazza francese, si mette alla ricerca del suo fidanzato non più tornato dai campi della prima guerra mondiale e che si dice essere morto. La ragazza si troverà a dover risolvere un oscuro mistero.
Recensione del film: Una Lunga Domenica di Passioni
Jean Pierre Jeunet – il regista di Il favoloso mondo di Amelie – torna sugli schermi con un film che conferma tutte le sue doti di cineasta originale ed estremamente creativo. Lo fa adattando un romanzo di Sebastien Japrisot che sembra essere scritto appositamente per la sua cifra stilistica. La storia, infatti, ha quella dose di fantastico e surreale che dà la possibilità a Jeunet di esprimere compiutamente il suo spirito chimerico e stravagante.
Nel raccontare le vicende di Mathilde (interpretata dalla fida Audrey Tautou) Jeneut utilizza i tratti tipici di molti generi: il dramma di un film di guerra, una storia d’amore tormentata, un giallo dietro cui si cela un mistero apparentemente irrisolvibile, una commedia sognante che fa anche sorridere. Tutto questo tramite un uso della macchina da presa sapiente e virtuoso. Ci godiamo, infatti, primi piani ed ampi totali popolati di personaggi, inquadrature oblique ed inquietanti e messinscene dove anche ogni minima policromia è frutto di un attentissimo studio. Insomma, un piacere per gli occhi che rimane tale dall’inizio alla fine senza mai una caduta di tensione artistica. Una lunga domenica di passioni è valido anche e soprattutto perché poggia su una sceneggiatura solida nella quale il susseguirsi degli eventi permette di vivere il film con l’attenzione sempre all’erta per il mistero che avvolge la sorte dei cinque condannati a morte.
L’alternarsi dei diversi tempi narrativi consente un continuo riepilogo dei fatti e l’ansiosa e disperata ricerca di Mathilde del proprio amato diventa, inevitabilmente, la nostra. Ed allora ci rattristiamo e piangiamo con lei quando la speranza sembra venir meno e ci emozioniamo quando quel tenue filo sembra riaffiorare. Magia del cinema ma anche e soprattutto bravura degli attori che lavorano nella sontuosa messinscena apprestata per loro tutti con un enfasi superlativa ma che non arriva mai a diventare macchietta. Si coglie che, quanto da loro richiesto dal regista, è qualcosa di più dell’ordinario ma senza mai oltrepassare la giusta misura.
Peraltro, il cast è certamente di altissimo livello. E’ composto da professionisti francesi – di cui molti avevano già lavorato con Jeunet – tra i quali spicca la protagonista Audrey Tautou (l’unica pecca è che non riesce ancora a cancellarsi dal viso il sorriso della magica Amelie), e un lungo cameo di una Jodie Foster che si adegua magistralmente all’atmosfera malinconica e trasognante di questo film che vi consigliamo caldamente di andare a vedere.