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Una Donna del Nord

Una Donna del Nord

(Een Vrouw van Het Noorden)

Film del: 1999     Genere: Drammatico
Durata: 82 minuti   


Storia con finale scontato ma non così tragico come ci si aspetterebbe, sorretta scomodamente da dialoghi molto letterari che necessiterebbero di interpreti eccezionali per risultare credibili


Trama:

Emile, una giovane vedova olandese, la donna del Nord per l’appunto, parte per l’Italia per raggiungere Hugo amico del marito morto, giovane archeologo che sta compiendo degli scavi nei dintorni di Lucca, in Toscana. Hugo è innamorato di Emile e le propone di sposarlo. Lei accetta ma, dopo neanche un giorno, si fa soggiogare dalle arti seduttive del bel Capitano Aldo.



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Recensione del film: Una Donna del Nord

Tratto dal racconto “Sulla via della gioia” di Louis Couperus, Una Donna del Nord racconta una storia i cui contorni e i cui contenuti non brillano per novità o originalità.
Emile, una giovane vedova olandese, la donna del Nord per l’appunto, parte per l’Italia per raggiungere Hugo amico del marito morto, giovane archeologo che sta compiendo degli scavi nei dintorni di Lucca, in Toscana. Hugo è innamorato di Emile e le propone di sposarlo. Lei accetta ma, dopo neanche un giorno, si fa soggiogare dalle arti seduttive del bel Capitano Aldo. Emile si innamora pazzamente del bel bruno italiano, fugge con lui in uno sperduto paesino dell’Appennino dove, more uxorio, vivono un rapporto lubrico e appassionato.

Il regista olandese Frans Weisz (il film è una coproduzione italo-olandese) affronta la narrazione con un piglio dimesso. Come detto, trattandosi di un soggetto abbastanza sfruttato, la donna del Nord che si innamora dell’uomo del Meridione identificando in lui quel calore e quella passione che sembra non albergare nei cuori degli uomini del Nord Europa, si sarebbe forse resa necessaria una direzione meno piana e più capace di cogliere, anche sanguignamente, quel flusso di vita palpitante che altri registi, mi riferisco in particolare al James Ivory di “Camera con vista”, sono riusciti con mano felice a rappresentare quando hanno avuto a che fare con storie di casa nostra. Invece, sono i guanti candidi di Emile ad essere inquadrati o le rilassanti terme di Bagni di Lucca che rilassano anche le meningi dello spettatore sprofondandolo in un mellifluo sogno di inizio secolo.
Unico sussulto, la visita alla statua di Ilaria del Carretto a Lucca, la cui bellezza riesce a conquistare anche dagli schermi di un cinema.

Storia con un finale scontato ma non così tragico come ci si aspetterebbe, sorretta scomodamente da dialoghi molto letterari che necessiterebbero di interpreti eccezionali al fine di risultare credibili. Prova difficile per gli attori che raramente si elevano da una strapazzata sufficienza.
L’anemica attrice olandese, Masimo Ghini il tombeur de femme, un enigmatico e rancoroso Alessandro Haber (nel ruolo del padrone dell’Albergo dove si svolge gran parte della vicenda) alla distanza cedono, senza riuscire ad impreziosire l’opera. Fra questi, spicca una brava Pamela Villoresi capace di ritagliarsi con cura un ruolo solo apparentemente modesto.
Buono il commento musicale di Andrea Morricone.
Un film ordinario (a parte il naso, di Johanna Ter Steege, straordinario).

(Daniele Sesti)



Cast

    Hanna ter Steege
(1 anni circa in questo film)

... Emile

    Anthony Calf

... Hugo

Massimo Ghini   Massimo Ghini
(45 anni circa in questo film)

... Aldo

    Milco Duker

... scavatore

    Jan Obbeek
(40 anni circa in questo film)

... scavatore

    Gavino Bondioli

... ospite del bagno termale

    Johanna ter Steege
(38 anni circa in questo film)

    Rosa Pianeta

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia / Olanda

Regia

 

Frans Weisz

Sceneggiatura

 

Louis Couperus

Fotografia:

 

Goert Giltay

Colonna Sonora

 

Andrea Morricone

Produzione:

 

Alia Film / Hungry Eye Prod.

Distribuzione:

 

Sharada

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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