Film del: 1972
Genere: Commedia / Drammatico
Durata: 98 minuti
“Ci sono dentro errori, ma è forse il più controllato, coerente e complementare dei miei film. E’ ambiguo ma non meno autobiografico degli altri. Io sono i due personaggi: Stanislas Prévine e Camille Bliss”
Trama:
Stanislas Previne è un giovane sociologo che sta preparando una tesi sulle donne criminali. Organizzata un'intervista con una delle detenute di un carcere femminile, conosce l'affascinante e folle Camille Bliss, accusata di aver ucciso suo marito Clivs e l'amante Arthur.
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Voto medio: 6,00
Recensione del film: Mica Scema la Ragazza!
Venne accolto piuttosto male il 15mo film di François Truffaut. La critica come anche il pubblico lo giudicarono un film “alimentare”, dopo il fiasco delle Due Inglesi e il Continente. E invece, ancora una volta, si trattava di influenze letterarie, del piacere della lettura che più di tutti trovava nei libri che tappezzavano le pareti di casa. Il regista francese si era infatti lasciato suggestionare dal linguaggio di un altro romanzo. Dopo la scrittura raffinata e preziosa di Henri-Pierre Roché, era passato a quella più cruda e grossolana di Henry Farrell (già autore di “Che fine ha fatto Baby Jane”), spinto dal desiderio mai celato di riprendere la questione dell’amore romantico, aperta da Jules e Jim e che era in seguito passata al vaglio della de-mitizzazione con Le Due Inglesi, fino alla distruzione definitiva con la figura ironica e prosaica di Camille Bliss.
Il bellissimo e ilare duetto interpretato dal sociologo eppur idealista Stanislas Prévine, e l’incantevole quanto pratica Camille sono le facce di una medesima medaglia. La totale mancanza di sentimentalismo dell’una sbatte contro il romanticismo di alcuni degli uomini che incontra o con lo stesso sociologo che pur inizialmente analitico e razionale si perde anche lui nel gorgo delle emozioni e delle passioni. Ma è l’atmosfera di totale follia e la forsennata energia presente per tutto il film che sembra riassumersi in una delle frasi della vecchia istitutrice riguardo Camille: “Non sono obiettiva in effetti. Quando si tratta di flagelli come la peste o il colera, sono volutamente contro”. E’ una commedia, ricca di una comicità che non dipende direttamente dalle battute ma piuttosto dalle situazioni, dalla frenesia delle azioni dei personaggi che raramente camminano e spesso corrono.
In un’intervista Truffaut si rimproverò di aver assegnato troppo realismo al sociologo Prévine che allontanando l’attenzione dalla inarrestabile e inafferrabile Camille permetteva al pubblico di togliere a quest’ultima la propria simpatia e comprensione. Eppure è proprio attraverso il divario tra i due personaggi che il regista sottolinea l’assurdità dell’atteggiamento teorico/empirico del sociologo, spesso ai limiti dell’idiozia. Non si tratta di un film anti-intellettuale, come alcuni affermarono, ma di un desiderio personale di tornare alla concretezza della vita, costruita perlopiù su ben più pedestri necessità. Camille non è una prostituta, al contrario è una ragazza che vede esattamente come stanno le cose e ne approfitta, e con immenso piacere. Una formidabile canaglia, ma non meno affascinante, eroina modernissima di questi tempi di incoerenza e confusione.