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Riconciliati (Riconciliati)
La pellicola, lenta, poco vivace, ci ripropone un tema ormai affrontato più volte, anzi troppe: la nostalgia per i ruggenti anni ’60 Trama:Un week end in cui un gruppo di amici si ritrova in occasione dell’uscita dal carcere di un ex compagno. Il ritorno riapre nel gruppo conflitti privati mai superati.
Recensione del film: Riconciliati
Spesso si pensa che i trentenni non accettino le proprie responsabilità, e continuino a vivere come se fossero ancora adolescenti, cercando di rimandare sempre più in là nel futuro ogni decisione che possa rivelarsi definitiva per la propria vita. La generazione precedente, però, non se la passa meglio. Dopo aver sostenuto le loro idee, i loro ideali, giusti o sbagliati che fossero, negli anni ’60-’70, si ritrovano, oggi a cercare con ogni mezzo di rivivere quei momenti. E’ ciò che accade anche ai personaggi della pellicola di Rosalia Polizzi. La storia si dipana lungo un week end in cui un gruppo di amici si ritrova in occasione dell’uscita dal carcere di un ex compagno, Roberto accusato dell’uccisione di un giudice negli anni Ottanta. Il ritorno di Roberto riapre nel gruppo conflitti privati mai superati. La trama scorre soprattutto attraverso i ricordi di Malena esule argentina che ha conosciuto le torture militari, e al suo arrivo in Italia era stata l’amante di Roberto prima di sposarsi con Nanni. Accanto alle vicende di questi personaggi si intravedono però anche quelle dei loro figli, sospesi fra un passato in cui non si riconoscono ed un futuro tutto da costruire. (Teresa Lavanga)
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