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La Morte Corre sul Fiume

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19/11/2008
La Top Villain della redazione

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La Morte Corre sul Fiume

(The Night of the Hunter)

Film del: 1955     Genere: Drammatico / Noir / Thriller
Durata: 93 minuti   



Trama:

Un pastore protestante (Mitchum) seduce, sposa e uccide una vedova (Winters), per recuperare il bottino di una rapina occultato dal marito. I due figli della donna, testimoni dell’assassinio della madre, fuggono con una barca sul fiume, inseguiti dall’impostore. Alla fine, trovano rifugio e protezione presso una vecchietta (Gish) che riuscirà a farlo arrestare.



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Recensione del film: La Morte Corre sul Fiume

Inizia come un film di Hitchcock (l'assassinio iniziale di Io confesso) e finisce come un film di Lang (il linciaggio di Furia), trascolora con sconosciuta maestria dal sadismo del thriller all'incanto della fiaba: il richiamo a Perrault o Mark Twain, agli orchi delle favole e al realismo della povertà degli anni '30, il cupo puritanesimo di Mitchum che si scontra con l'amore evangelico di Lilian Gish (la più famosa attrice del cinema muto americano), l'espressionismo da illustrazione del fotografo Stanley Cortez e la sceneggiatura di James Agee (tratta da un romanzo di David Grubb), tutto contribuisce a rendere l'unica regia di Charles Laughton, tra i più famosi attori del cinema inglese e americano, qualcosa a metà tra un prodigio e un mistero, "uno dei film più strani e più belli del cinema americano" (Serge Daney).

Girato con un occhio a tutti i grandi classici del cinema (da Griffith a Ejzenstein) ed un altro ai bambini del neorealismo (Laughton si rifiutò di dirigere e far recitare ai piccoli altro che se stessi: di essi , sulla scena, si occupò quasi esclusivamente Mitchum), è una parabola di tagliente moralità sui più indifesi (i bambini) ed un inno al cinema come immaginazione sovrana in cui si riflettono il dolore e l'ingiustizia del mondo come un'ombra all'orizzonte. Carico di "poesia e minaccia, spesso allo stesso tempo" (Gordon Gow), è un'appassionante discesa in un immaginario edipico, ancestrale e doloroso (potrebbe forse essere tutto l'allucinazione nevrotica di un bambino che rifiuta un padre legittimo, il che spiegherebbe l'"atmosfera di angosciosa sessualità", André Labarthe). Poche interpretazioni hanno goduto di stima più di quella, stratosferica, di Mitchum, al suo film migliore: generato in chissà quali recessi della fantasia è insieme orco, serial killer e impressionante proiezione patriarcale con le parole "male" e "bene" incise nella carne delle mani. Remake TV del '91, inedito in Italia, con un improbabile Richard Chamberlain nella parte che fu di Mitchum.

(Mario Sesti, Massimo Sebastiani)



Cast

    Billy Chapin
(12 anni circa in questo film)

... John Harper

    Don Beddoe
(52 anni circa in questo film)

... Walt Spoon

    Evelyn Varden
(62 anni circa in questo film)

... Icey Spoon

    Gloria Castillo
(20 anni circa in questo film)

... Ruby

    James Gleason
(73 anni circa in questo film)

... Birdie Steptoe

    Lillian Gish
(62 anni circa in questo film)

... Rachel Cooper

Robert Mitchum   Robert Mitchum
(38 anni circa in questo film)

... Harry Powell

    Sally Jane Bruce
(7 anni circa in questo film)

... Pearl Harper

Shelley Winters   Shelley Winters
(35 anni circa in questo film)

... Willa Harper

Dati Tecnici

Nazione

 

USA

Regia

 

Charles Laughton

Sceneggiatura

 

James Agee

Fotografia:

 

Stanley Cortez

Colonna Sonora

 

Walter Schumann

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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