La vita è un cantiere - Intervista a Carole Bouquet
23/01/2006 20:01
a cura di Renato Massaccesi
Intervista a Brigitte Roüan, regista, e Carole Bouquet, protagonista, di Travaux - Lavori in Casa.
La scelta del ruolo
Carol Bouquet: E’ raro avere una commedia scritta bene ed un ruolo importante, e poi è bello dire cose serie con tale leggerezza. Trovare ruoli comici per una donna è molto difficile. Negli Stati Uniti c’è Whoopi Goldberg, ma solitamente è l’uomo che ha il ruolo comico. Per quanto riguarda il ruolo di questo film c’è da dire che è realizzato in modo molto realistico. Anche nella vita è facile farsi trasportare e fare degli errori. Io lavoro per un’associazione che si chiama “La Voce dei Bambini” e per quanto riguarda il lavoro minorile si è portati a pensare che sia una cosa brutta ed in effetti lo è, ma se pensate che quando un bambino è mandato a lavorare, spesso lo deve fare perché deve portare i soldi a casa. Quindi bisogna costruire delle strutture che permettano di trovare il giusto equilibrio. E’ difficile districarsi.
L’altruismo non esiste Brigitte Roüan: L’interprete del film non è manipolata dagli immigrati, piuttosto le fa piacere che le cose vadano così. Questo è anche un film sui sensi di colpa, Chantal si mette a posto la coscienza comportandosi così. L’altruismo vero non esiste, si fa più per sé stessi che per gli altri.
La musica degli altri Brigitte Roüan: Tutte le canzoni del film sono scelte con grande cura e ognuna ha un suo significato. Ce n’è una che parla della prigione, come ce n’è una che parla del sesso.
La periferia di Parigi Brigitte Roüan: Se si vuole cercare qualche riferimento a quello che successo alla periferia di Parigi, si rischia di cadere in errore, perché noi abbiamo girato il film prima che tutto accadesse. Comunque sapevamo che doveva succedere perché erano venticinque anni che la situazione era insostenibile. Speriamo che il film possa tenere viva l’attenzione su tutto quello che è successo. Probabilmente prima o poi questo succederà anche in Italia. Carol Bouquet: La Francia sembra aver trovato un modello di assimilazione degli immigrati, anche agli occhi dell’Europa, ma si sbaglia. Ai tempi di mio padre c’era più integrazione, oggi invece popolando interi quartieri di extracomunitari è come se li si ghettizzasse. Brigitte Roüan: In un certo senso sono contraria alla parola integrazione, non si può obbligare nessuno ad essere francese. Io avrei seri problemi ad essere esiliata, il fatto è che in Francia si reagisce a diverse situazioni facendo delle leggi ad hoc. La politica francese non si sta comportando bene nei confronti di questa situazione.
La forza delle idee Carol Bouquet: Anche se i produttori hanno posto dei problemi riguardo al fatto che la protagonista dovesse ballare in maniera originale durante il film, ho detto a Brigitte di portare avanti le sue idee. Abbiamo girato in un palazzo che doveva essere distrutto per cui è stato difficile girare le scene perché molte volte quello stesso spazio dove si girava doveva essere distrutto il giorno dopo. Se si sta a sentire i produttori non si fa più niente di creativo.
Le idee Brigitte Roüan: Nella mia famiglia borghese di destra mi hanno subito messo i bastoni in mezzo alle ruote. Dicevano che il personaggio di Carole doveva spiccare nei confronti degli altri. Per quanto riguarda il pubblico, un certo lato della popolazione lo ha trovato falso, un’altra, quella degli immigrati, lo ha apprezzato molto.
La casa in costruzione Carol Bouquet: Anche le donne che hanno dovuto fare lavori in casa si sono trovate molto in questo racconto. Se si potrebbe prendere tutte le cose con umorismo non sarebbe male, ma nella realtà non è così, anche il mio atteggiamento non è sempre così. Brigitte è molto più vicina di me al personaggio che interpreto, prende spesso le cose con umorismo. Brigitte Roüan:Anch’io ho fatto dei lavori nella mia casa, ma ne ho riso soltanto dopo, perché è difficile ridere quando hai paura che il soffitto ti cada in testa e hai i piedi nell’acqua. Penso, comunque, che chi scriva, scriva sempre qualcosa di personale.
Perché un avvocato? Brigitte Roüan: Per le scene ambientate in tribunale, ho sempre pensato che le scene classiche di questo tipo sono noiose, e allora ho pensato all’avvocato che ha fatto abolire la pena di morte in Francia, che diceva: quando faccio un’arringa sono in trance. Mi sono ispirata anche alle commedie americane degli anni trenta. Amo molto questo tipo di ballo, amo molto ciò che non è realistico. Nel mio film precedente avevo messo un personaggio innamorato su una nuvola. Se avessi i soldi, quando faccio un film userei un mucchio di effetti speciali. In questo film gli effetti speciali non sono così eccezionali per la mancanza di soldi.
I progetti Carol Bouquet: I miei progetti più prossimi sono due commedie che hanno un’angolazione molto speciale. Ma se ne parlerà non prima di Giugno.