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Storie infinite: i dieci migliori film di fantasy





21/12/2005 19:12a cura di (la redazione)

Un mondo che potrebbe essere come il nostro (ma non lo è), un passato che potrebbe essere stato come quella di qualche civiltà scomparsa (ma non lo è), protagonisti indomiti che, catturati spesso nell’innocenza della fanciullezza diventano per misteriosi disegni strumenti decisivi della lotta tra il bene e il male: non ci sono astronavi e le spade sono di metallo e non laser, l’avventura corre mano nella mano con la fiaba e gli effetti speciali si librano in sinfonie maestose e paesaggi sublimi. E’ il regno del fantasy, nato dalla mente di un erudito filologo (Tolkien) che voleva sperimentare la costruzione in laboratorio di un’intera mitologia e del linguaggio, artificiale, del suo epos, è diventato la pianura sterminata in cui galoppa la fantasia di milioni di lettori e spettatori, per i quali l’invenzione di mondi guerreschi e leggendari, fatti di abissi sconfinati, oceani spumeggianti e lande minacciose è l’inizio della più avvincente delle letterature.


Un mondo che potrebbe essere come il nostro (ma non lo è), un passato che potrebbe essere stato come quella di qualche civiltà scomparsa (ma non lo è), protagonisti indomiti che, catturati spesso nell’innocenza della fanciullezza diventano per misteriosi disegni strumenti decisivi della lotta tra il bene e il male: non ci sono astronavi e le spade sono di metallo e non laser, l’avventura corre mano nella mano con la fiaba e gli effetti speciali si librano in sinfonie maestose e paesaggi sublimi. E’ il regno del fantasy, nato dalla mente di un erudito filologo (Tolkien) che voleva sperimentare la costruzione in laboratorio di un’intera mitologia e del linguaggio, artificiale, del suo epos, è diventato la pianura sterminata in cui galoppa la fantasia di milioni di lettori e spettatori, per i quali l’invenzione di mondi guerreschi e leggendari, fatti di abissi sconfinati, oceani spumeggianti e lande minacciose è l’inizio della più avvincente delle letterature.





Il cinema, dopo il successo del Signore degli anelli, per queste contrade, ci si è buttato a capofitto; come dimostra anche Narnia. Ma quali sono i film che più di altri hanno tracciato questa strada? Ecco, secondo la redazione di FilmFilm, i dieci migliori. Lasciando da parte la saga di Harry Potter e quella di Guerre Stellari - che pur condividendo molto del fantasy hanno radici più profonde il primo con la fiaba e il secondo con la fantascienza – vi offriamo una proposta di dieci pellicole che hanno svolto un ruolo decisivo nel forgiare protagonisti e scenari in quella infinita Terra di Mezzo che si stende tra il nostro occhio e lo schermo.


Conan il barbaro
Muscoli che luccicano, spade che scintillano, bellissime ancelle animate da languori carnali. John Milius, con l’aiuto di Oliver Stone (e soprattutto dei racconti originali di Robert Ervin Howard), immortala le gesta del barbaro Conan lanciando l’incontenibile Arnold Schwarzenegger alla conquista di Hollywood e dell’intera California. Conan, il silenzioso, erra in cerca di vendetta e incappa in avventure ai confini della realtà senza perdere di vista l’ironia, che trionfa con il pugno che abbatte un cammello. [a.m.]

Dragonheart
Prodotto da Raffaella De Laurentiis e diretto da Rob Cohen, Dragonheart è stato girato prevalentemente in Europa, nella repubblica Slovacca. Cohen riesce con un certo equilibrio a gestire il classico rapporto fra uomo e bestia senza rinunciare ad un tocco di malinconia – e ad uno dei draghi più spiritosi e originali del grande schermo. Oltre a questo il film ritrae un era, cavalleresca, ormai al tramonto, che a metà degli anni novanta sembrava completamente fuori corso nell’immaginario cinematografico. [m.m.]

Il Signore degli Anelli
Peter Jackson, il signore degli effetti digitali - forse il primo ad averli perfettamente metabolizzati in un interazione di meraviglie ottiche e fluidità di movimenti ed azioni, inaudite - firma un trittico-capolavoro del fantasy, monumentale, epico e splendente. Incantevoli scenari ricavati dalla Nuova Zelanda, un cast notevole e calibrato (compreso il Gollum completamente digitalizzato), e i libri di Tolkien, letti quanto la bibbia e bibbia del genere, alla base del successo planetario. [i.a.]

Il Mago di Oz
E’ capzioso considerare questo film la “madre” di tutto il fantasy cinematografico? Classico dei classici hollywoodiani (realizzato nell’annus mirabilis, il 1939: lo stesso di Ombre Rosse di Ford, Mr Smith Va a Washington di Capra e di Via col Vento, dello stesso regista del Mago di Oz, Victor Fleming), ha immortalato una canzone (“Over the Rainbow”) e una fiaba stramba, argutamente minacciosa e surreale in cui una ragazzina. Judy Garland a 16 anni, deve affrontare uragani e streghe prima di riuscire a ritornare a casa, nella sua serena contea: proprio come i protagonisti del “Signore degli Anelli”. [m.s.]


Labyrinth
Fantasioso viaggio al di là della propria cameretta per una giovanissima Jennifer Connelly, che dovrà affrontare sul suo percorso nientepopodimenochè il grande David Bowie (qui autore anche della colonna sonora). Tra personaggi che sembrano appena usciti dal Muppet Show (Jim Henson, il regista, è insieme a Frank Oz, anche lui presente nel film, il creatore degli straordinari pupazzi) e battute molto british (la sceneggiatura è di Terry Jones, ex Monty Python), il film è più gradevole che indimenticabile – ma è Straordinaria la citazione di Escher nel finale. [r.m.]

Ladyhawke
Avventura romantica e old fashion, un romanzo d’altri tempi, in cui l’avventura, il sentimento e il mistero si intrecciano alle leggende di tempi lontani arroccate su cavalieri e dame e sortilegi. Le foreste abruzzesi (dove il film è stato girato), il viso di luminosità alogena e grazia dolorosa e spettrale della Pfeiffer, il solido mestiere del regista Richard Donner, rimandano ad un fantastico tradizionale ma affidabile: in cui gli eroi raggiungono alfine la libertà di amarsi per sempre. [v.c.]

La Storia Infinita
Il regno di Fantasia (con l’accento sulla prima sillaba), il dorso del peluchoso drago bianco Falktor, la trascinante e dolcemente incongruente colonna sonora anni’80. Un percorso di formazione per un bambino che desidera un amico immaginario che, forse, è semplicemente l’altra faccia di se stesso. Lo troverà cercando di salvare la principessa bambina prima che il nulla divori il regno. Michael Ende, autore del best seller su cui è basato il film, non volle il nome nei credit perché non gli piacque il film. Peccato. Per lui. [m.f.]

Willow
Uno dei capostipiti del genere fantasy di celluloide, Willow è un vero proprio campionario di personaggi e luoghi tipici del filone. Nato dalla mente di George Lucas, la sua direzione è stata affidata a Ron Howard, uno dei registi più versatili di Hollywood. L’ex attore di “Happy Days” realizza un film avvincente e compatto, in cui punti di forza sono il ritmo e l’avanguardia degli effetti speciali di allora. L’eroe è interpretato da un Val Kilmer, all’epoca, in cerca di conferme. [d.s.]

Excalibur
La leggenda di Re Artù riletta da John Boorman è un classico della fantasy anni ’80. La foresta incantata, il combattimento d’apertura, la battaglia finale con il malvagio Mordred, le formule magiche recitate in lingua celtica, divennero formule da antologia dell’immaginario del genere. “E’ una via solitaria, la Via del mago”, dichiara Merlino a Morgana e questa verità, unita agli scorci della contea di Wicklow, e all’occhio visionario del regista di Zardoz, si versarono come miele nelle orecchie, e negli occhi, degli amanti di evi remoti e saghe barbariche. [m.f.]

Il 13° Guerriero
Non è innovativo nella trama, non ha originalità di regia e sul piano della visione e della costruzione del meraviglioso usa un trovarobato già noto. Eppure si ricava una nicchia nel genere per l'insolito spessore dei protagonisti - su tutti Buliwyf interessato alla gloria quanto all'imparare a scrivere - e per una sua energia fiammeggiante e a tratti isterica. Indimenticabile il finale, quanto non lo è la presenza di Banderas (che, però, ha proprio una faccia che si accoppia perfettamente alla tenacia di quella del suo destriero). [v.s.]