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Karlovy Vary - Le anteprime





05/07/2016 09:07a cura di Renzo Fegatelli

La maggior difficoltà per i principali Festival è quella di trovare film inediti di livello che diano forte risonanza alla sezione di competizione. Nessuno escluso. E Karlovy Vary non si sottrae a questa tendenza pur presentando nelle altre sezioni più di duecento film provenienti da Cannes e dai più importanti Festival internazionali. In attesa di Le Confessioni di Roberto Andò, che verrà presentato stasera, in concorso sono stati presentati Gleissendes Gluck (Rifulgente felicità) del tedesco Sven Taddicken e Zoologiya (Zoologia) del russo Ivan I. Tverdovskij.






Taddicken, 44 anni, basa il suo quinto film sul romanzo “Original Bliss” dello scrittore scozzese A. L. Kennedy per raccontare la crisi di una casalinga di mezza età, sposata e senza figli. Helene Brindel (Martina Gedeck) ha perso la fede in Dio. Il marito, che mal la sopportava come persona religiosa, la sopporta ancora meno ora che non crede più in nulla e il cui comportamento distratto e remissivo lo irrita a tal punto da infierire su di lei. La donna subisce senza reagire: la notte non riesce a dormire e il giorno si pone domande che non hanno risposta. Sarà una trasmissione televisiva a ridarle speranza. Uno Gluck, (Ulrich Tukur) la incuriosisce. Riesce a incontrarlo a una conferenza e tra i due nasce una sorta di complicità che da luogo ad alcuni incontri nei quali si rivelano i loro caratteri. Le assenze di Helene ingelosiscono il marito, ma lei continua a vedersi con lo psicologo fino a scoprire i suoi problemi di sesso e ad essere coinvolta in pratiche morbose, che non nasconde al consorte. Questi non ci vede più: la aggredisce e la donna viene ricoverata in ospedale. Film di 101 minuti, illustrato in maniera didattica, con due attori che molto probabilmente funzionano in Germania, molto meno a livello internazionale dove la prima parte del film non sembra riuscita a decollare per poi sfociare in pratiche erotiche o presunte tali.

28 anni, al suo secondo film dopo il premiato Klass korrektsij, il russo Ivan I. Tverdovskij ha scritto e diretto Zoology. Ancora un film su una donna di mezz’età, Natasha, (Natalia Pavlenkova), 55 anni, single. Vive con la vecchia madre e lavora negli uffici di uno Zoo di provincia in un paese sul mare. A differenza del film tedesco, questo si apre con un pizzico di follia, narrando di una donna mansueta derisa dalle colleghe e che muta atteggiamento quando scopre che le sta crescendo la coda. Visite mediche e raggi X per capire di cosa si tratta, ma soprattutto l’incontro con un giovane medico (Dmitry Groshev), col quale intreccia un rapporto sentimentale. Natasha vive una seconda giovinezza, cambia look e si confida col medico. Tuttavia risulterà un fuoco di paglia perché le colleghe continuano a farsi beffe di lei, il capufficio ne chiede le dimissioni, i medici non capiscono e non vogliono capire la singolarità del suo caso. Il film dura 87 minuti, ha un inizio brillante e personaggi iperbolici. E nella prima parte la “favola” è accattivante, ma il ritrarsi quasi schematico di tutti i personaggi che determina l’isolamento della protagonista e il dover convivere con la propria diversità cala la favola in un quotidiano privo di invenzioni che non corrisponde allo slancio iniziale.