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The Zero Theorem




Gilliam: la fede di oggi è la tecnologia





03/09/2013 09:09a cura di FilmFilm.it

"La fede di oggi e' la tecnologia". Terry Gilliam approda alla Mostra di Venezia, in concorso, con The Zero Theorem, un film di fantascienza che racconta di un mondo governato dalla tecnologia e da un'entita' superiore che controlla l'umanita', The Managemet (Matt Damon).


Sara' l'informatico Qohen Leth, interpretato da un sempre convincente Christoph Waltz (Django Unchained), a cercare di risolvere un teorema che potrebbe dare una risposta sul significato della vita.






Gilliam dopo Brazil e L'esercito delle 12 scimmie torna alla fantascienza, quattro anni dopo Parnassus.
A ben vedere The Zero Theorem piu' che del futuro parla dell'oggi, di come tutti siano connessi e di come ci relazioniamo nel mondo virtuale.

Basta osservare i ragazzi sempre connessi a internet, cosa che ha anche il suo lato positivo, "basta pesare alla primavera araba", dice Gilliam.
"E' difficile capire dove ci portera' la tecnologia - aggiunge l'attore David Thewlis (The Amazing Spiderman) che interpreta una piccola parte - nell'ultimo anno ho abbandonato il computer, scrivo con la macchina da scrivere".

Dello stesso parere e' Melanie Thierry, che nel film si innamora di Leth: "Non mi sento a mio agio davanti a un computer: e' un mondo molto lontano da quello che sono, non capisco nemmeno come funzioni twitter o facebook", e poi su The Zero Theorem aggiunge: "E' anche un film sulla solitudine".

A proposito di Melanie e Leth, Terry Gilliam rivela: "Le ho chiesto di essere un po' Judy Holliday e un po' Marilyn Monroe. Leth invece e' un uomo isolato che fa il suo lavoro. E' prigioniero della societa'".
Come accade a molti nella realta': "Il mondo delle grandi corporazioni ci consuma e le persone hanno paura di fare domande perche' temono di perdere il posto di lavoro".

Terry Gilliam ha diretto molti grandi attori, da Johnny Deep e Colin Farrel, a Brad Pitt e Heat Ledger, da Matt Damon a Christoph Waltz. Qual e' il suo preferito? La risposta e' ecumenica: "E' come chiedere quale dei miei figli preferisco, a modo loro sono tutti interessanti". (AGI)