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l'Argo di Ben Affleck





25/10/2012 10:10a cura di Valerio Salvi

Niente a che vedere con il cane di Ulisse,ma una produzione hollywooddiana del tutto fittizia, per un inesistente film di fantascienza, Argo appunto, ideato soltanto come copertura per liberare dei dipendenti dell’ambasciata americana in Iran durante la rivoluzione komenihista. Ben Affleck, regista, attore e produttore ci racconta questa sua nuova esperienza che lo sta lentamente trasformando in cineasta a tutto tondo, peraltro piuttosto bravo.






“Uno dei problemi maggiori quando hai a che fare con una storia vera –ci rivela l’attore americano – è che sai già come finirà e quindi devi dare sempre un qualcosa di più al pubblico per mantenerlo interessato. E’ in quest’ottica che ti concedi qualche licenza per evitare che le persone perdano interesse o addirittura si mettano a sbadigliare. Il materiale era veramente tanto e quindi il problema è stato più cosa levare, piuttosto che cosa lasciare. Ne avremmo potuto fare una miniserie di 10 ore o più andando anche ad analizzare i singoli personaggi coinvolti.
Comunque in queste storie è tutta una questione di attori, per fare certi film occorrono attori bravi.
Mi viene da pensare al Braccio violento della legge, li c’è uno dei più grandi inseguimenti di auto della storia del cinema, non è che funziona perché William Friedkin ha fatto chissà che con la cinepresa, ma per Gene Hackman riesce a restituire tutta la tensione del moento.”

“Ho utilizzato un cast molto talentuoso – ci rivela il regista – preso dal mondo delle serie televisive. Oggi è li che ci sono i veri talenti perché è diventata una delle frontiere più produttive ed interessanti di Hollywood. Serie come “Damages” o “Breaking Bad”, sono produzioni di altissimo livello ed hanno attori incredibili. Se li trovi anche fisicamente simili ai veri protagonisti (la somiglianza di John Goodman è veramente incredibile) sei a cavallo.
Poi se produci insieme ad un altro attore come George [Clooney - NdA] è tutto più facile perché anche lui capisce i problemi che puoi incontrare avendo un’esperienza del tutto simile alla tua.”

“Non è un film politico comunque, anche se quel fatto minò pesantemente la presidenza Carter al tempo, inaugurando l’era repubblicana di Regan e Bush. E’ ovvio che riguardando oggi quei fatti non si può non pensare a quanti dittatori abbiamo appoggiato in nome della stabilità, che so Mubarak, ma non volevo questo.
Quello che ho imparato però è che sono situazioni molto reali. Girando in Turchia pensavo che avrei facilmente trovato persone iraniane pronte a collaborare che magari avevano vissuto i fatti al tempo, invece non è stato così. Non si è fatto avanti nessuno per paura di rappresaglia a familiari che sono ancora oggi li.”

“Il mondo di Hollywwod non è esattamente quella terra di cialtroni che vediamo nel film, cosa che ha dato un tocco lieve a questa storia molto drammatica. Tra l’altro se dicessi una cosa simile da domani sarei a spasso, questo però non vuol dire che non si possa trovare ancora qualche macaco dietro la macchina da presa… magari uno sono proprio io…”