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Venezia: il plauso della stampa estera





10/09/2012 10:09a cura di FilmFilm.it

Dal Financial Times al San Francisco Chronicle e Variety, da The Independent a Die Welt, dal Frankfurter Rundschau al Time la 69esima Mostra del Cinema di Venezia si chiude col plauso della stampa estera.


Il Financial Times, alla vigilia dell'assegnazione dei premi, ne mette in evidenza il taglio eccentrico: "Dal super-trash psichedelico alla serissima esplorazione del tema dell'eutanasia, e' tutto benvenuto alla Mostra di Venezia di quest'anno, purche' sia vitale, creativo o frizzante. Che Festival! E' come se la 69° Mostra del Cinema di Venezia avesse acceso un'imprevedibile serie di fuochi d'artificio. Da alcuni film si sente venire un sibilo e poi all'improvviso ti esplodono in faccia. Altri volano alti, veloci, spettacolari, come The Master di Paul Thomas Anderson, favorito al Leone d'Oro".






"Anche le star sono abbondate. Quello spettacolo di pirotecnica astrale, che si svolge a Venezia ogni anno, quest'anno ci ha fatto abbagliare dai corpi celesti di Philip Seymour Hoffman, Joaquin Phoenix, Zac Efron, Robert Redford, Ben Affleck, Amy Adams. Ma i rituali sono quelli di sempre: l'allegra ondata sul tappeto rosso; l'intervista di cinque secondi alla TV; e la firma degli autografi, cosi' frenetica che le guardie di sicurezza, prese dall'ansia, hanno tentato di trascinar via Hoffman e Phoenix qualche notte fa. Reato di lesa maesta' inimmaginabile a Hollywood. Il Festival di Venezia lascia aperte tutte le porte. E' tutto gradito, purche' sia vitale, creativo o frizzante".

Variety, a due giorni dalla cerimonia finale, ne mette in evidenza tutt'altro aspetto: "Less is More: sembra questa la filosofia che regna alla Mostra di Venezia, quest'anno notevolmente trasformata. Il direttore artistico Alberto Barbera ha preso la decisione consapevole di ridurre di dimensioni la selezione del Lido, proponendo 50 prime internazionali contro le 65 dell'anno scorso. La quantita', ovviamente, non e' misura di qualita'. Cannes, perenne rivale di Venezia, ha recentemente avuto 5 premie're americane in competizione, ma farei volentieri il cambio con The Master (Il maestro): un titolo calzante per questo magnum opus segnato da un incredibile livello di maestria cinematografica, cui tengono testa le interpretazioni dei suoi protagonisti Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman".

"Nella proposta di quest'anno, solida, piacevole… si trovavano gioielli anche fuori dalla competizione ufficiale, da Bad 25 a The Iceman…La Venezia di quest'anno riflette il meticoloso senso di curatela che Barbera aveva promesso in agosto alla presentazione della selezione ufficiale. Col passare dei giorni i film, lungi dal restare ciascuno nel proprio mondo, tendevano a sviluppare un affascinante dialogo l'uno con l'altro".

San Francisco Chronicle, sempre prima di conoscere i vincitori, si sofferma invece sulle ricadute della Mostra: "Una iniziativa molto promettente del Festival e' Biennale College Cinema, un programma grazie al quale tre giovani filmmakers saranno scelti e premiati con 150 mila euro per portare a termine il progetto di un film per il prossimo Festival. Secondo me la cosa piu' importante di questa idea non e' solo il denaro ma la garanzia di visibilita' al Festival. Immagina di essere partito dal nulla e di avere la tua opera presentata alla Mostra di Venezia, con un pubblico che proviene da tutto il mondo. E' un'opportunita' unica che capita una sola volta nella vita".

Piu' che positivo il giudizio di The Independent che titola: 'La Mostra del Cinema: Una cascata di qualita' al Lido di Venezia', per poi mettere giu' un articolo di vero plauso al direttore della Mostra: "Barbera e' riuscito a mettere insieme un programma forte che mostra il meglio della produzione mondiale e il meglio del cinema americano … e anche altri film meno attesi hanno acceso interesse e intense discussioni".

Idem per il Frankfurter Rundschau: "Il direttore Alberto Barbera quest'anno ha messo insieme un concorso di alta classe; una selezione piena sia di sorprese artistiche che tematiche. Sara' molto difficile per la giuria prendere una decisione".

E per Die Welt: "Nel suo primo anno di Festival dopo 11 anni il direttore Barbera ha messo in concorso alcuni veri gioielli che hanno molto colpito i critici".

Infine il Time che fa volare la 69esima edizione ancora piu' in alto. Titolo: "Viva Venezia! Di ritorno alla Mostra del Cinema di Venezia, la celebrazione cinematografica piu' piacevole del mondo'. Testo: "Venezia e' il gioiello nascosto tra tutti di festival cinematografici di fine estate. Si puo' dire che Venezia e' il festival del cinema piu' piacevole, accogliente, simpatico (sic) che conosciamo.... (dove) a volte si assiste a eventi possibili solo a Venezia...Questo e' anche il posto dove vedere in anteprima i film che altri critici scopriranno a Toronto, e di cui i cinefili 'seri' discuteranno da ottobre fino alla stagione degli Oscar. Brokeback Mountain, The Queen, Micheal Clayton, The Wrestler, The Hurt Locker, Capitalism: A Love Story e Black Swan hanno tutti avuto la prima mondiale qua... dove molti film importanti iniziano il loro viaggio. The Reluctant Fundamentalist di Mira Nair... e' un film teso, riflessivo e veramente internazionale per respiro e profondita'. ... e' uno studio sui personaggi, e (Mira Nair) ha trovato attori straordinari per abitarlo. The Reluctant Fundamentist... offre a Ahmed un ruolo da star, ed e' solo l'ultimo esempio in ordine di tempo in cui Venezia e' stata la primissima, con il massimo". (Adnkronos)