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Redford: la politica USA è in crisi





07/09/2012 08:09a cura di FilmFilm.it

Robert Redford e' uno dei pochi divi dell'edizione numero 69 della Mostra del Cinema di Venezia. Ieri e' stata la sua giornata insieme a quella di Shia LaBeouf (Transformers) interpreti di The company you keep, presentato fuori concorso.


Un film, diretto dallo stesso Redford, che partendo da una storia reale, la violenza dell'organizzazione Weather Underground all'inizio degli anni Settanta contro la guerra in Vietnam, analizza le vicende umane di Jim Grant (Redford), tranquillo avvocato del Connecticut e padre single, e di Ben Shepard (LaBeouf), giovane giornalista che scopre la vera identita' di Jim: un pacifista radicale che provoco' durante una manifestazione negli anni Settanta la morte di un uomo.






Redford ne approfitta per commentare l'attuale politica americana e sottolinea: "Sta passando un periodo difficile e questo mi rattrista".
Dopo trent'anni Grant e' costretto a fuggire braccato non solo dal reporter, ma anche dall'Fbi.
La sola via di salvezza e' quella di tornare sulle tracce dei vecchi compagni dei Weather Underground per trovare l'unica persona che possa scagionarlo, Mimi (Julie Christie).

"Sono stato affascinato dalla storia americana e dal fatto questa storia mi ricordasse 'I miserabili' poiche' parla di un fuggitivo con un'altra identita'", afferma Redford.
The company you keep mette a confronto la generazione di ieri e di oggi, la politica e il giornalismo del passato e del presente.

"Il giornalismo di Tutti gli uomini del presidente era diverso, non c'era internet e le nuove tecnologie che hanno aumentato il flusso delle notizie, oggi e' piu' difficile trovare verita'", afferma.

Quanto alla politica l'attore e regista dice: "Stiamo assistendo alla gara tra due parti opposte, una (Obama) chiede il cambiamento pensando che sia inevitabile, l'altra invece fa di tutto per evitarlo ed e' per questo che la politica americana sta passando periodo difficile e questo mi rattrista".

Redford parla anche di super ricchi che sono sempre protetti dal sistema, "e' vero - dichiara - sopravvivono a prescindere da quello che si faccia per lottare contro Wall Street, che e' sempre uguale a se stessa, non cambiera' mai. Lo capisce anche chi ha meta' cervello che i super ricchi stanno sempre bene, mentre il resto del paese no".

L'attore fondatore del Sundance Festival si sofferma anche sulla visione dei Weather Underground: "Lottavano per una causa giusta, ma la violenza deve essere l'ultima opzione; avevano dei buoni motivi per ribellarsi, la guerra era sbagliata, all'epoca ero un outsider con una famiglia e una carriera agli inizi, non ero politicamente coinvolto".

Per quanto riguarda i giovani, Redford si dice convinto che ogni generazione dovrebbe avere una guida nel proprio tempo, "la mia generazione ha corrotto questa possibilita'. Quando daremo le redini alle nuove leve - aggiunge - dovranno avere un paese in buone condizioni da guidare piuttosto che una cosa marcia". (AGI)