La migliore risorsa italiana sul mondo del cinema
ricerca film:


Galleria fotografica




Venezia 69: si apre con Mira Nair e Demme





30/08/2012 08:08a cura di FilmFilm.it

Al via con la passerella inaugurale la 69esima Mostra del Cinema di Venezia, che apre nel segno di Mira Nair e Jonathan Demme. Pubblico sul tappeto rosso e ministri direttamente in sala per il nuovo corso 'popular chic' del red carpet del Lido.


La passerella ha visto comunque una folla di vip calcare il tappeto rosso (quest'anno piu' breve ed avvolto dai flash dei fotografi disposti su entrambi i lati), prima dell'acclamato cast del film d'apertura, Il fondamentalista riluttante della Nair.






A contendersi applausi e richieste di autografi con i protagonisti della pellicola della regista indiana, guidati dalla bella Kate Hudson, la madrina della 69ma Mostra, Kasia Smutniak, elegantissima in un abito rosso di Giorgio Armani, e la giurata Laetitia Casta, fasciata in un vestito di pizzo nero griffato Dolce & Gabbana.
Non sono mancati, come da tradizione, tocchi eccentrici e mise audaci, come le grandi corna nere esibite da Marina Ripa di Meana o la vertiginosa scollatura sulla schiena dell'abito di Valeria Marini.

I ministri dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, e dell'Ambiente, Corrado Clini, pur presenti, hanno preferito raggiungere la Sala Grande del Palazzo del Cinema senza percorrere il red carpet.

Tra gli invitati che hanno invece sfilato in passerella un applauditissimo Bob Sinclair, il famosissimo dj e produttore, a Venezia in veste di giurato, la presidente della Rai Annamaria Tarantola, il produttore del film della Nair, Tarak Ben Hammar, Daniela Santanche' con il compagno Alessandro Sallusti.
Tutti accolti all'ingresso del foyer rinnovato del Palazzo del Cinema dal presidente della Biennale Paolo Baratta e dal direttore della mostra, Alberto Barbera, soddisfatti per il 13% fatto segnare finora dalle vendite online dei biglietti per le proiezioni.

Prima della proiezione del film di Mira Nair e' toccato a Kasia Smutniak fare gli onori di casa presentando le giurie che valuteranno fino alla premiazione dell'8 settembre i film in cartellone.
Il presidente Baratta ha invece tenuto un discorso di benvenuto dedicato agli 80 della mostra di Venezia, nata nel 1932.

Molte le novita' della 69esima edizione della Mostra, la prima sotto il segno del neo direttore artistico Barbera dopo otto anni di gestione Mueller.

Tra queste, un'ampia finestra sul mondo arabo e una folta presenza di registi donna, che lo stesso Barbera ha definito, in un'intervista al New York Times, ''un segno dei tempi''.

Il presidente Baratta, ha aperto ieri la conferenza stampa inaugurale della mostra affermando che ''c'e' l'impegno di un ottantenne che vuole dimostrare tutta la sua giovinezza, fiducia nel cinema come arte, fiducia nel cinema come industria'', riferendosi all'ottantesimo compleanno della kermesse. E sono state presentate le Giurie 'Venezia '69', 'Orizzonti', 'Venezia Opera Prima', alla presenza del direttore Barbera, che ha ribadito la necessita' di ''offrire alla mostra un mercato, il modo migliore per sostenere il cinema d'autore''.

E il presidente della giuria ufficiale, Michael Mann, ha dettato le linee ai giurati: ''Non vedo l'ora di vedere i diciotto film in concorso, dopo tutto siamo anche un pubblico, i criteri che verranno applicati saranno soprattutto innovazione ed eccellenza''.

Apertura quindi nel segno della regista indiana trapiantata a New York, Mira Nair, che a Venezia nel 2001 si aggiudico' il Leone d'Oro con Monsoon Wedding.
Il suo film Il fondamentalista riluttante, che ha aperto fuori concorso la rassegna, e' stato accolto da applausi nella proiezione in anteprima per la stampa.

Tratto dall'omonimo romanzo di Mohsin Hamid, il film e' un thriller sul dialogo tra cultura occidentale e musulmana ed e' interpretato da un cast convincente di cui fanno parte Riz Ahmed, Kate Hudson, Kiefer Sutherland, Liev Schreiber e Martin Donovan e racconta la storia di un giovane pakistano, Changez, che frequenta l'universita' di Princeton e diventa un genio dell'analisi finanziaria nella Wall Street di inizio millennio.
Ma la sua vita viene sconvolta dagli attentati dell'11 settembre 2001 che lo renderannoo individuo 'sospetto' agli occhi degli americani.

''Ho sempre creduto di essere su questa terra per poter raccontare storie di persone che, come me, vivono tra due mondi: e questo film spero possa davvero rappresentare una sorta di ponte che ci aiuti a superare tutti gli stereotipi", ha dichiarato Nair.
Che ha raccontato: "Avevo da poco vinto il Leone d'Oro a Venezia ed ero arrivata a Toronto per presentare il film, quando ci raggiunse quella notizia incredibile (gli attentati alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001, ndr). Fu uno shock, mio marito e mio figlio erano a New York, era impossibile contattarli e siamo riusciti a tornare a casa solamente una settimana dopo: quella tragedia ha intaccato la peculiarita' di una metropoli in cui nessuno, fino ad allora, era considerato 'straniero'. D'improvviso, quelli come me assomigliavano agli 'altri'...".

Kate Hudson, che nel film interpreta Erica, la ragazza americana di cui si innamora Changez, afferma: "E' un personaggio che porta dentro di se' il ricordo di un evento tragico, intimo, e grazie a Changez scopre che e' possibile un percorso di guarigione, che la puo' riportare ad amare qualcuno".

Ma Il fondamentalista riluttante non e' il solo film di quest'anno sul mondo islamico nel cartellone della Mostra.
C'e' Wadjda, il primo lungometraggio girato da una donna in Arabia Saudita, la regista Haifaa Al Mansour. E ancora le rivoluzioni egiziana e tunisina, raccontate dai registi Ibrahim El Batout (nel film Winter of Discontent) e Hinde Boujemaa (It Was Better Tomorrow).

Venezia apre quest'anno un'ampia finestra sul mondo arabo.
Altro film proiettato ieri in apertura, sempre fuori concorso, e' stato Enzo Avitabile Music Life, il documentario che Jonathan Demme ha dedicato al poliedrico e geniale artista napoletano.
"Il titolo perfetto per restituire il senso di una vita risolta tutta nella musica", dichiara l'autore di film belli e importanti come Il silenzio degli innocenti e Philadelphia.

Gli fa eco Avitabile, con lui in conferenza stampa: "Non ho mai immaginato la mia vita al di fuori di uno spartito".
E aggiunge: "Questo e' un film sugli incontri, sulla possibilita' di assemblaggi musicali". Tutto s'intreccia e si confonde: generi, strumenti bizzarri, musicisti: nella jam session che prende buona parte del documentario Avitabile duetta con artisti provenienti da tutto il mondo: "La musica non ha radici", ribadisce il musicista. Il cui incontro con Jonathan Demme risale al 2010, in occasione del Napoli Film Festival.

Demme era stato invitato come ospite d'onore della kermesse partenopea, ponendo pero' come condizione per la sua partecipazione proprio l'incontro con Enzo Avitabile, di cui il regista e' un grande ammiratore: "Stavo ascoltando un programma alla radio mentre guidavo sul George Washington Bridge a New York cinque anni fa, quando ho incontrato per la prima volta la musica di Enzo Avitabile e la mia vita e' cambiata", ricorda Demme.
Il pezzo che Demme allora aveva ascoltato era 'Salvamm 'o munno', riproposto in una splendida versione anche nel documentario. E Demme, per definire Avitabile, chiama in causa il mito: "Enzo Avitabile e' il figlio spirituale di John Lennon".
E afferma: "Non ricordo quale fosse il titolo della canzone di Enzo che ascoltai qualche anno fa, ma l'impatto che ebbe su di me fu devastante. Pur non capendo le parole, quella musica entro' dentro di me, e non mi ha piu' lasciato". (Adnkronos)