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La carica dei 27 a Venezia





22/08/2012 10:08a cura di FilmFilm.it

Anche quest’anno le Giornate degli Autori, in collaborazione con il Parlamento Europeo, Europa Cinemas e Cineuropa, promuovono il programma “27 Volte Cinema”: 27 ragazzi, uno per ognuno dei Paesi dell’Unione, compongono una sorta di campus che permette loro di scoprire un grande Festival dietro le quinte. Ogni giorno i ventisette candidati incontreranno registi e professionisti per discutere i temi più attuali del cinema indipendente contemporaneo: le radici, il senso e il futuro dell’Europa, lo sguardo femminile sulla realtà contemporanea, l’incrocio delle culture, la trasformazione dei linguaggi, il cinema della realtà, l’organizzazione e la promozione della cultura. Tra i partecipanti: i cineasti Sólveig Anspach, Giada Colagrande, Enzo D’Alò, Lucrecia Martel, Andrea Segre, Massy Tadjedin, il direttore del Festival di Tribeca Frédéric Boyer e i giornalisti Derek Malcolm (Evening Standard / Fipresci), Domenico La Porta (Cineuropa), Peter Paul Huth (ZDF) e Lee Marshall (Screen International).






Il 4 settembre, i ragazzi avranno due “tutor istituzionali” di massimo grado: all’incontro sul tema “Vogliamo l’Euro(pa)?” parteciperanno la Presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo Doris Pack e l’europarlamentare Silvia Costa, relatrice per la il rapporto “Europa Creativa”.
Chi sono i nostri giovani? Difficile contenerli tutti in una definizione. Sono stati selezionati dal network di sale di Europa Cinemas perché presentano tutti i sintomi di una cinefilia vivace e moderna, che a Venezia speriamo di aggravare nel dialogo con tutte le realtà del cinema di oggi. La maggior parte di loro studia all’università: cinema, media, letteratura, ma anche giurisprudenza e bio-scienze; altri, neo-diplomati, hanno meno di venti anni.Tra loro si contano infaticabili viaggiatori “back pack” come il belga Sven Jacobs che a venticinque anni ha già percorso, zaino in spalla, Asia, Africa e Sud America, o accaniti seguaci di festival come il tedesco Rory O’Connor per il quale «i festival di cinema sono diventati il momento clou dell’anno, attesi divorando qualunque informazione sui programmi». Molti si sono formati attraverso esperienze di studio o lavoro all’estero: Lynn Klein (Lussemburgo) ha passato sei mesi in Erasmus in Svezia, si è laureata in Germania e ha vissuto per due mesi in Canada; Elizampetta Ilia-Georgiadou (Grecia) è una giovane sceneggiatrice che ha ampliato i suoi orizzonti nei talent campus internazionali di Sarajevo e Torino. Kyriacos Demetriou (Cipro), Lili Lea Abraham (Ungheria) e Nicolò Comotti (Italia) vivono tutti a Londra, chi studiando all’università, chi all’accademia e chi lavorando nei festival.Tra loro si contano musicisti, artisti e, più prevedibilmente, critici cinematografici, bloggers, sceneggiatori e filmmaker. Quei pochi che non partecipano direttamente alla produzione di audiovisivi scrivono di cinema: Jesse Raatikainen (Finlandia) racconta di aver recensito su Imdb ogni singolo film visto (è attualmente a quota 1654!).I “27” non si sono mai visti prima ma hanno molto in comune, a partire da una grande passione condivisa: il cinema. Quello che le Giornate cercano di saziare è un grande appetito di film ma anche di incontri e confronti perché, come scrive Dominic Horinek (Austria) “Guardare film non è divertente se non c’è nessuno con cui condividere l’esperienza”.