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19/12/2010 09:12a cura di C. Imelda Antonicelli

Arriva nelle sale cinematografiche italiane, l’attesissimo film con Johnny Depp e Angelina Jolie, The Tourist, una “romantic-comedy-thriller”, come l’ha definita il regista Florian Henckel von Donnersmarck (Le Vite degli Altri, Oscar come Miglior Film Straniero). The Tourist, candidato al Golden Globe come Miglior Film nella sezione Commedie, vede candidati allo stesso premio anche i due attori protagonisti Johnny Depp (che nel film interpreta Frank) e Angelina Jolie (Elise); Depp è candidato anche per l’interpretazione del Cappellaio Matto nel film di Tim Burton: Alice in Wonderland. Per presentare il film, nelle sale dal 17 dicembre, sono arrivati a Roma l’attore Johnny Depp e il regista von Donnersmarck, mentre l’attesissima Angelina Jolie è rimasta bloccata, causa neve, a Berlino.






Immancabilmente, l’attenzione è stata rivolta all’attore protagonista, a cui sono state sottoposte due domande simili: la prima chiedeva come era stato il passaggio dai ruoli trasgressivi al ruolo più pacato, come il personaggio di Frank, e se si riconosceva in questo personaggio; e subito dopo, cosa aveva provato a passare da personaggi che avevano richiesto le sue capacità istrioniche, a un personaggio pacato come Frank.

Johnny Depp ha spiegato che per un attore è importante e interessante lavorare con diversi registi e su personaggi differenti, perché dà la possibilità di integrare con la propria interpretazione ciò che non traspare dalla sceneggiatura. L’importante è non strafare portando i personaggi ad agire sopra le righe. Personalmente si ritiene fortunato per aver avuto l’occasione di lavorare con grandi registi come Tim Burton o il presente von Donnersmarck.
“C’è sempre una parte di te in un personaggio”, sostiene Depp, rispondendo alla prima domanda, “ma questo personaggio, Frank, è molto diverso da me”.
Spiega, subito dopo, come lui e il regista, von Donnersmarck, hanno lavorato sulla costruzione di Frank: “Lo abbiamo immaginato come una persona ordinaria ed estremamente ordinato e meticoloso; che prepara con cura le valigie, che piega bene ogni piccolo capo”, e aggiunge un aneddoto riguardante un ragioniere di sua conoscenza che, quando andava in vacanza, aveva l’abitudine di fotografare vie, cartelli pubblicitari, nomi di città o insegne di negozi che riportavano il suo cognome.
Depp ha immaginato Frank un po’ come questo ragioniere, che trascorre la vita quotidiana nella più totale normalità e nell’anonimato e che si “eccita” nel fotografare il proprio nome.
“Frank vive la sua anonima vita e improvvisamente si trova catapultato in qualcosa di straordinariamente eccitante e fuori del normale.”

Il regista, Florian Henckel von Donnersmarck, parla un perfetto italiano ed ha spiegato la scelta di Venezia e degli attori italiani, quali De Sica, Frassica, Marcorè (per citarne alcuni).
“Venezia, per me, era il terzo attore protagonista”, spiega, “Quando ho pensato all’ambientazione, che doveva essere affascinante quanto i due attori, ho pensato subito a Venezia. E’ un luogo talmente bello che sembra impossibile che esista. Ho vissuto lì per cinque mesi ed ho sempre l’impressione che sia stato solo un sogno; tutto a Venezia appare più bello, anche le donne sembrano essere più belle in quella cornice.”
Sostiene che nel momento in cui ha avuto la possibilità, da parte dei produttori, di girare tutto il film a Venezia, senza dover ricostruire nulla in studio, ne è stato felice: “Girare tutto in loco era un grande sforzo, ma era necessario ed è stato piacevole.”
“Avevo visto alcune parti comiche recitate da De Sica”, prosegue, in merito agli attori italiani. “Io e Johnny siamo rimasti colpiti dalla sua recitazione ed è stato un piacere lavorare con lui. Quando ho mostrato ai dirigenti della Sony il progetto, e l’idea che avevo su come impiegare gli attori italiani, questi hanno subito accettato. La scelta si è basata su quanto io sapevo di loro: Alessio Boni lo avevo visto in La Meglio Gioventù; Neri Marcorè lo conoscevo come imitatore di politici, ma è un attore bravissimo e fortissimo e, sulla scena, fa ridere. Frassica l’avevo visto spesso in TV con la divisa, per questo motivo ho pensato di scrivere appositamente una scena per lui nelle vesti di un poliziotto. Per quanto riguarda Raoul Bova, che è davvero un bell’uomo a cui è difficile dire di ‘no’, è stata la ripresa più divertente, proprio perché ha una scena in cui deve sedurre Angelina ed è così bravo e bello che lei aveva difficoltà a dire la sua battuta di rifiuto. Bova è veramente tanto bello, quanto bravo. Lavorare con questi attori italiani è stata una grande fonte di gioia per me, Johnny e Angelina.”
Non sono mancate domande provocatorie, sopratutto nei confronti di Johnny Depp, accusato di emulare Kit Richards: “Non smetterò di imitare Kit Richards, finché non diventerò Kit Richards.”
La conferenza, iniziata con due ore e mezza di ritardo e lo scontento dei giornalisti, non ha, in ogni caso, dato adito a polemiche, né ha creato un’atmosfera negativa, dando così adito anche a battute esilaranti e prese in giro.
Tanto che, al regista, è stato chiesto se era vera la voce di una scena tra Depp e Jolie sotto la doccia tagliata in sede di montaggio.
“Legge troppe riviste”, ha risposto scherzosamente von Donnersmarck. “No, non c’è alcuna scena del genere, che tipo di riviste legge?”
La sala ha subito indicato la signora Detassis, che ha giocosamente dibattuto con il regista in merito all’intervista che, lo stesso, aveva rilasciato in altra sede e pubblicato, quindi, da Ciak.
A questo punto, tra l’ilarità generale, è intervenuto Johnny Depp, rivolgendosi a von Donnersmarck: “Ma quale? Quella di me e Christian sotto la doccia?”
L’ultima battuta è toccata a Johnny Depp al quale è stato chiesto come vede la sua doppia candidatura ai Golden Globe e se tornerà a dirigere.
“Sono contento e commosso per le candidature ai Golden Globe, ma è molto strano perché è come essere in competizione con me stesso oltre che con gli altri attori. E sì, c’è una possibilità che torni dietro la macchina da presa, ma non sceglierò me stesso come interprete, perché è difficile e pesante svolgere i due compiti contemporaneamente".