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Good Luck, Mr. Clooney!





01/09/2005 12:09a cura di Adele H.

Presentato ieri sera, in concorso, il secondo film di George Clooney, Good Night, Good Luck. Con uno stile emulatorio del suo amico e méntore Steven Soderbergh, Clooney ci propone un affresco d'epoca della tv americana degli esordi e, in particolare, del giornalismo di quegli anni, fortemente vessati dalla cosiddetta "caccia alle streghe" messa in atto dalla Commissione per le attivita' antiamericane presieduta dal tristemente noto Senatore Joseph McCarthy. Un inno in difesa della televisione intelligente e di servizio contro la cosiddetta tv spazzatura ormai dilagante. Un'opera, come ovvio, attualissima, soprattutto per i lidi di casa nostra...


George Clooney è un uomo di televisione. Dopo aver inizato la sua carriera d'attore come interprete di film per la tv di indubbio successo ed esordito dietro la macchina da presa con un film, Confessioni di una mente pericolosa sulla nascita, negli anni '60, dei programmi spazzatura americani (che da noi sono arrivati solo "grazie" alla nascita, negli anni '80, delle tv commerciali ) eccolo ritornare alla regia con un altro film di argomento televisivo.






Good night and good luck è, infatti, un affresco d'epoca della tv americana degli esordi (inizio anni '50) e, in particolare, del giornalismo di quegli anni fortemente vessati dalla cosiddetta "caccia alle streghe": il processo sommario e il conseguente arresto o allontanamento dai pubblici uffici di chiunque fosse sospettato (con attinenza alla realtà di importanza relativa) di appartenere a gruppi aderenti alla "mentalità" comunista.

Clooney, che continua a emulare nello stile l'amico Soderbergh (nell'uso, ad esempio, del bianco e nero, e nella posizione della macchina da presa che varia esclusivamente dal primissimo piano all'inquadratura in campo medio quasi a non volersi mai staccare dalle espressioni fisico-facciali dei suoi attori), mette in scena ancora una volta fatti realmente accaduti e personaggi realmente esistiti descrivendo la faticosa realizzazione del programma "See it now", inserito dal 1952 al 1953 nel palinsesto della CBS e condotto dall'irreprensibile Edward R. Murrow, uno dei giornalisti statunitensi più stimati degli anni '50: si era guadagnato un'ottima reputazione trasmettendo in diretta il bombardamento di Londra da parte tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale.

Se il senatore del Wisconsin, Joseph McCarthy, presidente del Comitato Parlamentare per le Attività Antiamericane, divulgava la politica del terrore e del sospetto, Ed Murrow e il suo team di giornalisti non avevano paura di niente. Arrivata in redazione la notizia di un pilota della marina, Milo Radulovich, sbattuto fuori dall'Aeronautica perché considerato un rischio per la sicurezza nazionale visto che non aveva voluto cedere alle intimidazioni maccartiste, coglie l'occasione di combattere, insieme all'amico e produttore Fred Friendly (interpretato dallo stesso Clooney) una personale battaglia in nome della libertà di esperessione e di pensiero. Invitando la gente a collaborare per un ripristino della legalità e della giusta convivenza tra le persone di diverso credo politico.

Stesso invito, in realtà, che Clooney intende rivolgere ai suoi spettatori sempre piú subdolamente soggiogati dalla politica della paura che la classe dirigente americana odierna divulga spacciandola per giusta crociata per liberare il paese dalla minaccia terroristica.

Giovan Battista Vico aveva le sue buone ragioni per parlare di corsi e ricorsi storici. E il cinema ne approfitta. Dopo la lunga fase metalinguistica in cui svelava piú o meno velatamente i meccanismi creativi e produttivi celati dietro la macchina da presa (cfr. il cinema moderno) e quella contaminatrice in cui il moderno faceva ricorso al cinema classico per concettualizzare le proprie storie (cfr. cinema postmoderno), ecco ora apparire tra le cinematografie di tutto il mondo l'era dei film che parlano del passato per meglio spiegare alla gente il presente (citiamo solo per fare pochi esempi: Le crociate di Scott sui rapporti tra cristiani e musulmani e, in Italia il film-remake per la tv Sacco e Vanzetti sulla faticosa conquista mai del tutto realizzata dei diritti civili di qualsiasi essere umano in terra straniera).

Ma se l'argomento appare interessante e l'intento necessario, Clooney continua ancora a non convincere come regista lasciando che la sua opera scopra l'ingenuità di un appassionato che si confronta con un giocattolo dai meccanismi impossibili alla sua capacità di apprendimento.