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Alex de la Iglesia ricorda il passato





08/09/2010 10:09a cura di FilmFilm.it

Un pagliaccio allegro con machete alla guerra civile spagnola, un pagliaccio triste negli ultimi giorni del regime franchista, e un triangolo amoroso che raggiunge vette di pura follia. In Ballada Triste de Trompeta il regista spagnolo Alex de la Iglesia, ieri in concorso a Venezia 67, fa ancora una volta convivere noir, assurdo, horror e grottesco per raccontare una storia ''d'amore forte e selvaggio. Una mescolanza di orrore e amore'' dice il regista.


''Questo - racconta de la Iglesia - è il mio film più personale. Ho goduto e sofferto tantissimo durante le riprese. E' un film anche rischioso del quale sono molto orgoglioso''.






Metafora della Spagna, paese maledetto e tragico, il regista spiega che il film guarda anche ''al passato molto doloroso che abbiamo e che condiziona il presente. Tutti noi spagnoli abbiamo vissuto e soffriamo la guerra civile. Il dolore è sempre presente nelle nostre vite''. In Bala triste il protagonista, Javier (Carlos Areces), che sogna di seguire le ombre del padre, ma non sarà mai un clown allegro come lui, perchè ha visto troppe tragedie, è fortemente condizionato dalla figura paterna.

E, ''questa è l'essenza - sottolinea il regista - del film: l'ansia e la voglia di vendetta che porta alla distruzione. L'unico modo per esorcizzarla è l'ironia, l'horror, il noir''. Insomma, questo film ''è una vendetta contro tutte le stupidaggini che sono state fatte. C'è un inferno che non meritavamo ma che siamo stati obbligati a vivere. Quando andavo a scuola ho visto - dice de la Iglesia - pallottole nei negozi di caramelle. In quel momento era naturale, quotidiano. Il film è un modo per esorcizzare tutto questo che non doveva e non deve più succedere''.

Nel bizzarro circo in cui trova lavoro, il Clown Triste si innamora di un'affascinante acrobata, Natalia (Carolina Bang), che è la moglie di un brutale Clown Felice (Antonio De La Torre) che lo umilia e maltratta Natalia.
Il triangolo amoroso si trasforma in una feroce battaglia. ''I due clown rappresentano un po' il rapporto che ho con me stesso. Questi due pagliacci fanno parte dei due lati della mia personalità'' dice il regista.

Alex de la Iglesia parla anche della crisi del cinema spagnolo ''che è come quella italiana. Ma comunque tutti i giorni mi sveglio allegro, fiducioso. Sorrido perchè siamo vivi. Soffriamo ma sempre contenti, non ci lamentiamo mai di niente''.

Gerardo Herrero, uno dei produttori di Balada triste spiega però: ''in Spagna siamo in una nuova fase. Tutti i produttori italiani che ho incontrato dicono che la situazione del cinema e la distribuzione è un disastro e lo stesso vale per i produttori spagnoli, ma io voglio essere positivo e pensare che il cinema spagnolo ed europeo abbiano un futuro. In questo film per esempio abbiamo il contributo di Mikado Italia''.

Le riprese hanno messo a dura prova gli attori dal punto di vista fisico. ''Fisicamente - racconta la Bang - è stato molto faticoso''. Acrobata nel film, la Bang ha girato molte scene con la telecamera sotto di lei. C'è poi la scena in cui Carlos Areces (Javier) è nudo nel bosco ''ho deciso di non coprirlo mai. Il cambio di temperatura non avrebbe aiutato e c'era la neve. Lui non ce la faceva più ma lo aspettava una scena ancora più dura: quella con il cinghiale che lo insegue e cade sopra di lui'' conclude il regista. (ANSA)