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Harry Potter + Tolkien = Le Cronache di Narnia





19/08/2005 11:08a cura di Andrea Monda

Il film, attesissimo - soprattutto dagli esercenti, cui la mancanza degli incassi della trilogia del Signore degli anelli, quest'anno, ha provocato una prolungata angoscia - è tratto dall'opera di uno scrittore molto vicino, per amicizia e idee, a Tolkien e verrà presentato in anteprima al "Noir in Festival" di Courmayer. Riuscirà a entrare nel cuore degli spettatori allo stesso modo della saga della Terra di Mezzo? Come spiega Andrea Monda, tra i suoi maggiori studiosi (in foto la copertina del libro che ha da poco ultimato con Paolo Gulisano), ci proveranno i suoi protagonisti, quattro ragazzi, un leone parlante, un fauno con l'ombrello, streghe perfide, ciclopi, minotauri, e tanta magia. Proprio come nella saga del maghetto di Hogwarts.


Narnia in realtà è già approdata sul grande schermo. Il nome non viene pronunciato ma se si osserva con attenzione la prima sequenza di Viaggio in Inghilterra di Richard Attenborough si può vedere Anthony Hopkins che spiega una scena di un romanzo che ha appena scritto e la scena è quella di alcuni bambini che entrano in un armadio che magicamente li conduce in un mondo meraviglioso. Hopkins in quel film veste i panni dello scrittore inglese C.S.Lewis e il romanzo appena scritto è “Le Cronache di Narnia” di cui tra poco uscirà la trasposizione cinematografica - presentata in anteprima al Noir in Festival di Courmayer - prodotta dalla Disney e realizzata da Andrei Adamson, il regista di Shrek.






Nel mondo angloamericano la saga in sette episodi di Lewis è un bestseller sin da quando nel 1950 Lewis pubblicò “The Lion, the Witch and the Wardrobe” che poi in realtà è il secondo della serie. I primi due, peraltro, sono gli episodi letterariamente più interessanti e saranno entrambi “sintetizzati” nel film natalizio che se da una parte è imperniato su “Il leone, la strega e l’armadio”, dall’altra contiene alcuni flashback del prequel “Il nipote del mago”. Probabilmente anche i cinque episodi successivi diventeranno dei film, soprattutto se il primo raggiungerà il successo sperato, ma dal punto di vista letterario sono più che altro “esperimenti” in cui si vede che l’autore ha abilmente (ma sempre onestamente) riprodotto l’effetto del meraviglioso e dell’avventuroso ripetendo però gli schemi narrativi dei primi due numeri. Grande amico di Tolkien, Lewis fu scrittore molto più prolifico dell’amico al punto che l’autore del “Signore degli anelli” era molto perplesso per gli ultimi episodi della serie proprio a causa della “rapidità di produzione” con cui venivano pubblicati sull’onda del successo editoriale.

Lewis scrisse storie fantastiche sin da ragazzo. Da adolescente compose insieme al fratello Warnie una serie di avventure ambientate nel mondo di Boxen, un “mondo secondario” ricco di animali parlanti, una sorta di anticipazione di Narnia ma con la differenza che, come osserva Walter Hooper amico e curatore delle opere postume di Lewis, mentre i racconti di Boxen furono inventati “da un ragazzo che voleva essere ‘grande’, i ‘nobili e lieti’ racconti di Narnia furono creati da una persona che si era liberata da questo desiderio”.

A dieci anni dalla pubblicazione del primo episodio, il 15 luglio 1960 Lewis spiegò in un programma per ragazzi di una emittente radiofonica, come erano nate le idee per i suoi principali romanzi di fantasy e di fantascienza. In particolare lo scrittore in quell’occasione affermò che: “Tutti i miei sette libri su Narnia e i tre di fantascienza sono cominciati vedendo delle scene nella mia testa. In principio non erano un racconto, ma solo dei quadri. Il ‘Lion’ [il secondo episodio di Narnia, intitolato “Il leone, la strega e il guardaroba”] ebbe inizio con la scena di un fauno che portava un ombrello e dei pacchetti in un bosco candido per la neve. Questa scena era stata nella mia mente da quando avevo circa 16 anni. Poi un giorno, vicino ai quaranta, mi dissi: “Cerchiamo di tirarne fuori un racconto”. All’inizio avevo una pallidissima idea di come sarebbe andata la storia. Poi improvvisamente vi saltò dentro Aslan. Penso di aver sognato in quel periodo una buona quantità di leoni. A prescindere da ciò, non so da dove venne il leone e perché venne. Ma una volta lì, trascinò tutto il racconto, e presto si tirò dietro gli altri sei della serie di racconti di Narnia”.

Accanto a Tumnus (il fauno con l’ombrello) e all’affascinante leone Aslan, lo spettatore a Natale troverà anche tanti altri animali parlanti insieme a centauri, streghe perfide, ciclopi, minotauri, insomma tutto l’armamentario mitologico e fiabesco sia del Nord Europa che del Mediterraneo a cui Lewis ha attinto in modo forse disinvolto ma sempre colto e brillante. E ci sarà molta magia, molto più che nel Signore degli Anelli.

Sotto questo aspetto “Le Cronache di Narnia” sono avvicinabili piuttosto alla saga di Harry Potter, anch’essa scandita in sette episodi. I quattro bambini che, entrando nell’armadio penetreranno dentro il mondo di Narnia, non hanno poteri magici ma si troveranno a vivere (e a risolvere) una vicenda di guerre e incantesimi che vede protagonisti il potentissimo ma dolcissimo Aslan e la temibile regina Jadis, che in realtà è Lilyth, la “mitica” sorella di Eva delle leggende ebraiche a cui lo scrittore scozzese George MacDonald, “maestro” di Lewis aveva dedicato un intero romanzo.

Racconto per ragazzi “Le Cronache di Narnia” rivela in controluce una fitta trama di riferimenti al testo biblico e alla dimensione religiosa, senza cadere però nell’intento didascalico. Nel saggio “Altri mondi” Lewis infatti afferma che: “Io non sono mai partito da un messaggio o da una morale… la storia stessa vi impone una sua morale, che si scopre mentre si scrive il racconto… e questo vale per qualsiasi genere di narrativa tanto più per la fantascienza che spesso tratta di argomenti molto più seri di quelli trattati dalla narrativa realistica: problemi reali sul destino umano e cose del genere”.

Prendete i libri di MacDonald (se li riuscite a trovare, nella nostra smemorata Italia), mischiateli con un po’ di Tolkien e con il meglio di Harry Potter e la miscela è fatta: Narnia vi svelerà il suo mondo fantastico da aggiungere felicemente a quello di Hogwarth e della Terra di Mezzo.