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Un Robin Hood made in Australia





10/05/2010 11:05a cura di Teresa Lavanga

Armato di feretra e arco aprirà questa sera il Festival di Cannes. Fra qualche giorno verrà immortalato -mentre scocca una freccia- in una serie di francobolli delle poste australiane. Lui è Russell Crowe, uno degli attori più “machi” degli ultimi anni. Irrompe sulla scena internazionale nel 1997, nei panni di un poliziotto tormentato in L.A. Confidential, ma nell’immaginario collettivo si presenta così: “Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell'esercito del Nord, generale delle legioni Felix, servo leale dell'unico vero imperatore Marco Aurelio. Padre di un figlio assassinato, marito di una moglie uccisa... e avrò la mia vendetta... in questa vita o nell'altra...”.


Nato in Nuova Zelanda, ma divenuto ben presto un’icona del cinema australiano, ha la faccia e il fisico da duro.





Bravissimo nei panni del matematico affetto da schizofrenia (A beautiful mind), ha però maggior presa sul pubblico quando abbandona le espressioni da “bravo ragazzo” e recita con piglio sicuro. I ruoli che predilige sono quelli di uomini forti, rudi.
E’ aggressivo in divisa e parrucca in Master and Commander, combattivo in Cinderella Man di Ron Howard, incorruttibile in American Gangster di Ridley Scott, fuorilegge in Quel treno per Yuma, cinico in Nessuna verità, scomodo in State of Play.

Al pubblico piace spettinato, sporco, con la barba lunga, maleducato. E lui, irruento per carattere, non ha certo avuto difficoltà a indossare la calzamaglia del bandito più famoso di tutti i tempi, Robin Hood, diretto ancora duna volta da Ridley Scott.
Il film, che esce oggi nelle nostre sale, ha avuto una gestazione tormentata. La sceneggiatura originale, che si incentrava sulla figura dello sceriffo di Nottingham, fu cambiata all’inizio del 2009, per dare maggiore risalto alla figura dell’eroe buono. Così, il progetto “Nottingham” si è trasformato in Robin Hood e Russell Crowe, che avrebbe dovuto interpretare uno scanzonato sceriffo, si è ritrovato a combattere per i diritti dei poveri e l’amore della bella Lady Marian.
Noi siamo lieti di questo cambiamento, sia perché lo sceriffo di Nottingham non ci è mai stato tanto simpatico, sia perché siamo certi che Russell Crowe è più credibile nei panni del bandito che in quelli del “difensore” della legge.

In questa nuova trasposizione cinematografica, l'eroe della foresta di Sherwood è un individuo tormentato, con alle spalle un’infanzia difficile, che ha sviluppato un forte senso di sfiducia nei confronti degli altri.
Per entrare nel personaggio, l’attore ha dichiarato di aver studiato per oltre 10 mesi tutti i testi che ha trovato relativi alla leggenda e che si è allenato al tiro con l’arco tanto da riuscire a centrare un bersaglio da 45 metri.

Il risultato è apprezzabile.
Un film che si allontana dal solito filone, che non racconta la leggenda dell'arciere di Nottingham, ma quella dell'uomo. Una sorta di prequel che indaga sul come e perchè un individuo valoroso e coraggioso decide di darsi alla macchia anzichè servire lealmente il proprio re.

Altri interpreti del film sono Cate Blanchett, a cui il regista ha affidato la parte di Lady Marian (in sostituzione di Sienna Miller), Kevin Durand nella parte di Little John e Danny Huston in quella di Riccardo Cuor di Leone. Lo sceriffo di Nottingham, che doveva essere interpretato da Russell Crowe, sarà invece interpretato da Matthew Macfadyen.