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Meryl Streep a Roma per il Marco Aurelio





22/10/2009 23:10a cura di Valerio Salvi

Meryl Streep arriva alla Festa del Cinema in groppa al Marco Aurelio d'Oro ricevuto per la carriera e ci porta un documentario su John Cazale, l'attore che ha il curriculum più incredibile che si sia mai visto: 5 film, 5 capolavori assoluti. Meryl era la sua compagna negli anni bui della malattia che l'ha portato via a soli 42 anni.






Quanto ha significato Shakespeare nella sua carriera?
Ho avuto molti mentori nella mia vita ma Joseph Pap è stato i primo a farmi entrare nel mondo della letteratura drammatica con parti straordinarie. Ero giovanissima quando mi ha fatto fare “La Bisbetica Domata” in un momento in cui non pensavo di poterla fare e lui mi disse che non c'è niente che non potevo fare.
L'altra persona a cui devo molto è Sam Kon, il mio agente e la mia carriera è quello che è stata perché ha saputo mettermi nel posto giusto al momento giusto.

Lei ha detto che un attore vive fondamentalmente nell'incertezza perché passa da grandi performance alla vita reale, lo è un po' per tutti, ma l'attore se ne accorge di più...
Credo fermamente che sia così ora più di prima che sono più matura. Noi attori capiamo il senso della vita perché sappiamo che non c'è nulla di cui essere certi. Puoi cercare di costruirti un nido sicuro, puoi essere la miglior persona che puoi essere ma non sai mai cosa la vita ti può portare e puoi restare sorpreso. Gli attori più che mai.

Come nasce il suo personaggio Anna Wilton del Diavolo Veste Prada, perché da un recente documentario sembra molto simile a come l'abbiamo visto sul grande schermo.
No,non l'ho studiata ma ho letto il libro che peraltro è incentrato sulla ragazza. Non sapevo nulla di lei, non mi sono documentata in alcun modo, né l'ho incontrata. Però ho conosciuto altre figure simili alla sua a cui mi sono ispirata.
Mi piaceva vedere come funziona il mondo del business e fare un personaggio molto lontano dai miei precedenti, un personaggio al centro dell'autorità, praticamente la gerarchia dallo scalino più alto di un'azienda. Di come certe persone riescono ad avere successo e sono i primi ad emergere.
Lei alla fine è stata una vera Signora alla prima del film in cui l'ho conosciuta. Mi hanno detto che non era troppo insoddisfatta del risultato.

Che ci può dire di De Niro al quale la lega un buon rapporto d'amicizia?
De Niro non si incensa mai, è l'uomo più modesto che conosco ed è un carissimo amico ed incredibilmente leale. Molto schivo, non parla mai di se stesso, ed è sempre molto calmo e lento nelle sue cose, ma non perché sia meno intelligente o più lento degli altri, anzi ha una marcia in più.
E' sempre indaffarato per se e per gli altri. Con il Tribeca Film Festival per esempio, una cosa creata e portata avanti da lui, ha rivitalizzato la zona specialmente dopo l'11 settembre.
Ha le mani in pasta ovunque, lui conosce tutti. Se gli dici che vuoi fare un film sul Mossad lui ti dice, si conosco qualcuno al Mossad.
Ha i numeri di tutti su dei piccoli fogliettini, nell'era del blackberry lui si muove sulla carta ed ha i numeri dei presidenti come dei criminali, incredibile..
E' molto arguto sui copioni, io li guardo come fanno gli attori ne blatero un po' guardando soprattutto la mia parte, lui invece ne capisce la struttura li analizza. E' incredibilmente sorprendente.

Lei lascia il marito una volta per una donna, in Manhattan, e l'altra perché non lo ama più, Kramer vs. Kramer, come fa?
Era molto che non li rivedevo, ho girato questi due film praticamente insieme mentre facevo anche teatro e non mi ero preparata molto, perché ero concentrata sullo Shakespeare, perché la sera ero in scena con “La Bisbetica Domata”.
All'epoca nessuno concepiva che una donna lasciasse marito e figlio perché non ne poteva più. Oggi è più normale parlarne. Allora c'era un senso di fastidio nei suoi confronti, oggi la perdoniamo.
Di Woody Allen ricordo una cosa che ancora oggi è nella mia mente; mi ha detto “puoi dire la battuta come l'ho scritta?” un consiglio indimenticabile considerando che ho lavorato solo 3 giorni sul set.

La sua abilità negli accenti stranieri è leggendaria, per questa cosa chissà quanti copioni ha ricevuto. Richiede un talento particolare?
Attiro accenti perché ho un campo magnetico, non so, ho distrutto 2 computer, 2 iphone, potrebbe essere una spiegazione.
A parte gli scherzi, il linguaggio è legato ad una serie di gestualità ed a movimenti del corpo. Non è solo questione di accento. Ovviamente mi baso su persone che conosco per studiarne bene le caratteristiche.

Perché le storie d'amore infelici ed impossibili al cinema funzionano sempre?
No, non funzionano! Romeo e Giulietta... Tristano e Isotta, non saprei proprio.