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Io, Don Giovanni




Saura e il suo "progetto" Don Giovanni





21/10/2009 09:10a cura di FilmFilm.it

"Non è che non ami il cinema realista. Non vado pazzo per quello fatto male. In giro ci sono troppi film leggeri, frivoli". Parola di un maestro, Carlos Saura, tornato al cinema sette anni dopo il documentario sulla danza - Carmen - con Io, Don Giovanni.


Presentato fuori concorso al festival di Roma (accolto dalla stampa tiepidamente), il film è un biopic su uno dei personaggi più controversi del settecento veneziano, Lorenzo Da Ponte: "Un uomo incredibile e un soggetto meraviglioso per un film", dice il regista.






Ebreo convertito al cristianesimo, abate, massone e libertino, amico del casanova e autore di scandalosi versi che gli costeranno l'esilio a Vienna (dopo la condanna della Santa Inquisizione), Da Ponte è stato uno dei personaggi di spicco della cultura europea e autore per Mozart dei testi de "Le nozze di Figaro" e del "Don Giovanni", quest'ultimo ispirato direttamente alla sua vita.

"M'interessava questo profondo intreccio tra vita personale e opera - dichiara il regista spagnolo - e la possibilità di passare continuamente dalla realtà alla fantasia".
Una caratteristica sottolinata anche dalla fotografia del premio Oscar Vittorio Storaro - al quinto film con Saura - mai come stavolta in "difficoltà nel connettere il linguaggio della luce con quello del film, soprattutto per via dell'elemento predominante della musica. Ma ho avuto maestri importanti come Bernardo Bertolucci e lo stesso Saura: il primo mi ha insegnato a lavorare con il melodramma verdiano, e il secondo sul ritmo interno all'immagine. E se abbiamo fatto ricerche sull'arte pittorica del tempo, quella viennese e del Canaletto, la cosa che ci ha guidato di più è stato il bisogno di trovare una misura tra reale e fantasia: la scenografia e i fondali dipinti sono stati creati ad hoc per assolvere a questa funzione".

Ad interpretare Da Ponte è Lorenzo Balducci che ringrazia Saura per tutti gli insegnamenti e ricorda quanto sia stato complicato "interpretare lo stesso personaggio un anno e mezzo dopo le prime riprese".
"Abbiamo iniziato a lavorare al film nel 2006 - spiega Saura - ma la precedente produzione (spagnola, ndr) non è riuscita a portare a termine le riprese. Poi è intervenuto Andrea Occhipinti (amministratore della Lucky Red, che distribuirà il film in italia dal 23 ottobre) che mi ha dato l'opportunità di finire il film. Pensavo fosse una tragedia riprendere un progetto dopo un anno e mezzo e invece è stato meglio così. Lorenzo Bucci era maturato nel frattempo, e la sua crescita rispondeva a quella vissuta dal personaggio quando da Venezia arriva a Vienna e si mostra più sicuro di sé".

Nel ruolo di Mozart l'esordiente Lino Guanciale che ha preferito "non vedere Amadeus di Milos Forman, ma basarsi sulle sue conoscenze artistiche (Guanciale ha studiato piano per diversi anni, ndr). Era il mio primo film, poteva essere l'ultimo. Mi son detto, se non lo faccio come pare a me, quando mi ricapita?". (Adnkronos)