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My name is Argento, Asia Argento.





20/10/2009 01:10a cura di Valerio Salvi

E’ l’internazionale Asia una delle protagoniste degli incontri della sezione Extra, curata da Mario Sesti, per questa edizione della Festa del Cinema di Roma. Lontana dalle produzioni italiane da parecchio tempo, Asia ha lavorato molto in Francia e in America rivelandosi una figura a tutto tondo della cinematografia, nella sua veste di produttrice, regista, autrice e, ovviamente, attrice.






L’Asia che esce da ritratto tratteggiato in questo incontro è una donna vogliosa di riprendere il cammino d’attrice in patria, dove curiosamente è stata piuttosto ignorata, non si sa bene per quale motivo.
Un’attrice dalla forte personalità a cui piace essere sempre propositiva sul set, e non dare mai nulla per scontato.
Proprio questo suo carattere, che peraltro l’ha resa una delle scelte favorite dal padre Dario, è quello che l’ha spinta ad essere autrice e regista poi (per quanto concerne la produzione, in realtà ha sempre lavorato con se stessa).

E’ quindi finito –per sua stessa ammissione- il tempo dell’Asia “selvaggia”, un periodo il cui inizio coincideva con l’adolescenza e la ricerca di un posto nel mondo.
D’altronde gli “Argento’s” sono una vera famiglia di cinema ad iniziare dal bisnonno fino alla sorella –costumista- passando per il più famoso Dario.
In un mondo del genere, dove si è cresciuti a pane e betamax (con relative cassette di film), bisogna essere decisamente selvaggi per ritagliarsi un proprio posto ed un’identità.

Asia ha così scelto la sua strada che l’ha portata sui più svariati set, dalle produzioni multimiliardarie della Hollywood più sfrenata come XXX a quelle più particolari come New Rose Hotel di Abel Ferrara, oppure ai set francesi o quelli dello stesso Dario.
Certo che dopo Palombella Rossa aveva anche forti dubbi se intraprendere o meno la carriera dell’attrice –memore anche dei consigli del padre- in quel film Moretti era alla ricerca di un’immaginaria e irraggiungibile perfezione che si traduceva in numerosi ciak per la stessa sequenza.
Alla fine l’esperienza con Michele Placido (Le Amiche del Cuore) è stata fondamentale per decidere quella che sarebbe stata la sua strada e che per un breve attimo sarebbe potuta essere molto diversa.