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The Afterlight




Afterlight: dalla videoarte al cinema





19/10/2009 08:10a cura di Teresa Lavanga

Una delle maggiori sorprese della sezione Extra del quarto festival del film di Roma e' senz'altro l'opera di esordio degli americani Alexei Kaleina e Craig MacNeill, The Afterlight.


Girato in supporto digitale HD con pochi mezzi, ambientato in un bosco e una campagna desolata, il film comincia come una fiaba nera alla Blair Witch Project, prosegue come il teatro della crudelta' di Artaud e culmina in un'astrazione visiva degna di rivaleggiare con il giovane Antonioni.





Protagonista della storia e' una coppia in crisi che cerca di ritrovare l'armonia perduta lontano dalla citta'. I due vanno a vivere in una scuola abbandonata nell'angolo piu' sperduto del bosco, fanno incontri inquietanti con vicini oscuri e diffidenti, consumano un abbandono che sembra ormai inevitabile. Mentre la donna finisce sotto l'influenza di una vedova che abita i luoghi insieme al nipotino cieco, l'uomo si interessa all'imminente eclissi che cambiera' per sempre il corso delle loro esistenze.
Nonostante l'atmosfera di attesa, sottile paura, incertezza sul vero volto delle persone che attraversa tutto il racconto, non siamo dalle parti del thriller, piuttosto del sogno che scolora nell'incubo.
E infatti - secondo i due autori - sono la natura, il rimpianto delle occasioni perdute, i ricordi e le illusioni che nascondiamo nel fondo del nostro inconscio, i veri protagonisti di questo non-racconto di coppia.
Piu' dell'Antonioni de L'eclisse alla mente viene L'avventura, mentre la costruzione del microcosmo umano che circonda i due protagonisti ha talvolta accenti bergmaniani. Ma la cifra stilistica piu' interessante per catturare il fascino di The Afterlight risiede nell'attenzione alla video-arte in cui si sono formati i due registi. Alexei Caleina, newyorchese, e' un critico reputato e un regista di corti piu' volte premiato; il suo complice, il bostoniano MacNeill, e' un video-artista esposto in molte gallerie americane e con il suo primo corto e' stato selezionato al Sundance nel 2005. L'attenzione per la narrativita' da parte dei video-artisti e' certamente una delle tendenze attuali piu' interessanti nel panorama audiovisivo internazionale. Basti pensare a Sherin Neshat premiata a Venezia cosi' come Pippilotti Rist piuttosto che alle installazioni museali di registi famosi come Apichapong o Greenaway.
The Afterlight, ben oltre i confini e i limiti di un'opera prima autoprodotta, si propone come perfetto esempio di questo dialogo aperto tra forme diverse dell'arte e guida la pattuglia di titoli che il curatore Sesti ha inserito nel programma di Extra intorno alle tematiche della visione e del senso.(ANSA)