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Dal semplice all'universale





16/10/2009 15:10a cura di Renato Massaccesi

Conferenza stampa con Richard Gere per il film Hachiko – A Dog’s Story UNA STORIA SEMPLICE
La storia del film è molto semplice e la sfida per noi è stata quella di essere semplici come la storia. Se vogliamo è quasi un film muto o è come un racconto intorno ad un falò. Per rendere il tutto ancora più “lineare” abbiamo tagliato alcune parti che non fossero strettamente collegate alla semplicità della narrazione. Per noi doveva uscire principalmente il fatto essenziale che è quello della bellezza della vita con un cane.






UNA STORIA VERA
Nella vera storia giapponese da cui il film è tratto c’era un cane ed un uomo anziano, per l'appunto un professore. Nella nostra trasposizione abbiamo voluto che fosse un uomo di mezz’età il personaggio principale perché l’idea della morte diventasse più lontana e imprevedibile. Allo stesso tempo abbiamo voluto che il tutto assumesse le sembianze di una fiaba con una forza interna incredibile. Anch’io ho pianto quando ho letto il copione e quando lo raccontavo agli amici succedeva la stessa cosa. Il fatto è che tutta la storia ha a che fare con l’accettazione, la fedeltà, la compassione che sono sentimenti universali. E’ un po’ ciò di cui siamo fatti tutti noi. Tutto ciò che determina una forza vitale misteriosa.

UNA STORIA MAGICA
Questa è una storia d’amore e non d’amicizia. Un amore alto che non ha niente a che fare con il sesso o cose del genere. Nel senso più profondo questa storia ha una qualità interna dell’essere. Anche per questo non abbiamo voluto, tranne che in un paio di casi, che il cane fosse addestrato. Abbiamo lavorato sull’autenticità ed è stato difficile perché lavorando con un animale molte volte non succedeva niente ma quando succedeva qualcosa era magico. E’un po’ come lavorare con i bambini. Tempo fa quando stavo lavorando con Robert Altman mi disse che per far recitare i bambini non devi mai dirgli quello che devono fare. E’ quello che abbiamo fatto noi con il cane.

SUA SANTITA’ IL DALAI LAMA
Praticavo il Buddhismo già da molto prima di incontrare Sua Santità Dalai Lama. Ma l’averlo conosciuto ha avuto in me un effetto straordinario. E’una personalità eccezionale e io sono sicuro che se si lavora in maniera così totale, forse ci vorranno miliardi di vite o forse una sola, si può arrivare ad avvicinarsi a quello che lui rappresenta.

IL GIGANTE KUROSAWA
Ho incontrato il figlio di Kurosawa all’inizio della mia carriera durante una retrospettiva dei film del padre. Sono andato a vederli tutti. Akira Kurosawa è stato un gigante non solo per quanto riguarda il Cinema ma per quanto riguarda l’Arte tutta. Il fatto è che a me sembrava un gigante anche fisicamente e invece quando dopo tanti anni un mio amico mi ha fatto vedere una foto di quel periodo, ho potuto constatare che eravamo alti uguali. E’una strana impressione, la stessa che ho provato in una sfera più spirituale con il Dalai Lama: sembra di stare accanto a dei leoni giganteschi.

IL MIGLIOR AMICO DELL’UOMO
Ho un cane, si chiama Billie come Billie Holiday. Da quando ero piccolissimo ho quasi sempre avuto un cane. Ho una fotografia di quando avevo circa un anno e già c’era con me il mio primo amico: Chipper. I cani per me sono compagni speciali ed è anche questo il motivo per cui ho accettato di fare questo film. E’ come se, con loro, fossi amico da molte reincarnazioni.

UN RETROTERRA CONDIVISO
Questo film inizia in un monastero Zen, per cui il retroterra da cui parte è a me molto vicino. Ma non è detto che, per questo motivo, io non sia orgoglioso di tutti gli altri film che ho girato, in cui la mia scelta spirituale non veniva citata. Il fatto è che bisogna avere una sensazione di vastità della conoscenza per poter essere completi veramente. Non è poi così diverso essere occidentali e essere buddisti. Molte filosofie occidentali sono vicine a quelle orientali. C’è una scuola unica della mente, così come per tutto ciò che riguarda la scienza. L’esplorazione interna che viene dall’Oriente e quella esterna che viene dall’Occidente sono entrambe valide. E, se guardate bene, la fisica quantistica è molto vicina è molto vicina alla filosofia orientale.

NON SOLO PER I PIU’ PICCOLI
All’inizio pensavo che questo film avrebbe potuto essere rivolto idealmente al mio cane e a mio figlio che ha nove anni. Poi rivedendolo ho capito che avevamo fatto un film per adulti e teenagers, non per bambini.

UN NOBEL SULLA FIDUCIA
Da noi, negli Stati Uniti, siamo stati molto contenti per il Premio Nobel dato ad Obama, ma allo stesso tempo siamo stati anche molto sconcertati. Io penso che sia un grande incoraggiamento per quello che dovrà fare, per non far sì che si adagi sugli scudi come hanno fatto molti altri. Per il potenziale è stato un premio molto importante.

IL BICCHIERE MEZZO PIENO
Per mia inclinazione sono ottimista. Penso che accadano cose migliori se lo si è. Il fatto è che siamo tutti collegati e il nostro scopo è aiutarci l’uno con l’altro. L’America ha sbagliato spesso ma se adesso tutti quanti facciamo gioco di squadra possiamo muoverci verso la luce.