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Festival di Roma: da Clooney a Streep, i film da non perdere





12/10/2009 08:10a cura di Teresa Lavanga

Clooney in versione taglia-teste di Up in the air, i vampiri fascinosi di Twilight, la signora del cinema mondiale Meryl Streep in Julie & Julia, l'ultima pellicola targata fratelli Coen (A serious man), il progetto di Coelho ed Hellen Mirren in The last train. Questi solo alcuni degli appuntamenti da non perdere di questa quarta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma (13-25 ottobre).


Partiamo da Clooney nel film di Jason Reitman (quello di Juno, già vincitore a Roma) e tratto da un romanzo di Walter Kim. Il bellone questa volta e' Ryan, colletto bianco esperto nel licenziamento di impiegati di grandi compagnie. Fino all'incontro con un'anima gemella (Vera Farmiga).





Il fenomeno Twilight conquisterà anche quest'anno il Festival di Roma. A sfilare sul tappeto rosso il 22 ottobre saranno gli attesissimi interpreti dell'antica e potente famiglia dei Volturi, i vampiri nati dalla fantasia di Stephenie Meyer. Per i fortunati che hanno già i biglietti ci saranno venti minuti di anteprima di The Twilight Saga: New Moon.
Fra i film da non perdere ovviamente c'e' Julie & Julia di Nora Ephron con Meryl Streep, Amy Adams e Stanley Tucci. L'attrice, che a Roma prenderà il premio Marc'Aurelio alla carriera, metterà questa volta tutta la sua arte per trasformarsi in cuoca. Ovvero diventare Julia Child autrice di un libro di ricette 'Mastering the Art of French Cooking'. Grande attesa poi per l'ultimo film dei fratelli Coen, A serious man. Ambientato nel '67 su un uomo normale che cerca chiarezza in un universo troppo complicato. Lui Larry Gopnik, professore di fisica all'università, ha appena saputo che la moglie Judith lo sta lasciando. Si e' innamorata di uno dei suoi colleghi che le sembra un uomo più solido. Il fratello disoccupato di Larry, Arthur, dorme sul divano, suo figlio Danny e' un problema e sua figlia Sarah ruba dal suo portafoglio per potersi fare la plastica al naso.
James Ivory porterà invece a Roma The city of your final destination con Anthony Hopkins, Laura Linney e Charlotte Gainsbourg. La storia di un giovane professore iraniano che ha ottenuto un incarico: scrivere la biografia di uno scrittore uruguayano, autore di un unico libro e morto suicida. Ma la vedova (Linney), il fratello (Hopkins) e l'ultima amante dello scrittore non hanno alcuna voglia di ospitare un intruso.
C'e' poi l'omaggio del Festival a Heath Ledger con il film diretto da Terry Gilliam, The imaginarium of doctor Parnassus, l'ultima interpretazione dell'attore australiano scomparso lo scorso gennaio a 28 anni per un'overdose di farmaci. Gilliam che ha utilizzato Jude Law, Colin Farrell e Johnny Depp per sostituire a turno l'attore morto racconta di Parnassus (Christopher Plummer) gestore di un piccolo spettacolo itinerante chiamato Imaginarium in cui tutti i desideri vengono esauditi grazie a un magico specchio. Il dono cosi' speciale dello specchio e' stato fatto a Parnassus centinaia di anni prima da un certo Mr.Nick (Tom Waits), che altri non e' se non il Diavolo. In cambio Nick ha chiesto che se mai avrà una figlia, Parnassus ne deve consegnare l'anima al compimento del sedicesimo anno d'eta'. Valentina la figlia del Dr. Parnassus ha quasi 16 anni e Mr. Nick e' pronto a riscuotere il premio (siamo ora nella Londra di oggi). Ma Parnassus non si da' per vinto e tira fuori un asso nella manica di nome Tony (Ledger, Depp, Law e Farrell) giovane seduttore dal passato misterioso.
Tra letteratura e cinema piomberà al festival anche Paulo Coelho per presentare, in anteprima mondiale, il suo primo lungometraggio, Paulo coelho's the experimental witch. Ovvero un singolare progetto dello scrittore brasiliano basato sul suo libro "La strega di Portobello" (edito da Bompiani), e fatto con migliori filmati pervenutigli dalla rete, ciascuno dei quali costituisce un capitolo del film.
Ancora in odor di letteratura The last station di Michael Hoffman con Helen Mirren nei panni della moglie di Tolstoj interpretato da Christopher Plummer.
Infine c'e' Triage di Danis Tanovic (Oscar con No Man's Land) un film che si annuncia molto politico. Tratto dall'omonimo romanzo di Scott Anderson racconta la vita di quest'uomo inviato di guerra per quasi venti anni al New York Times. (ANSA)