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Harry Potter e il Principe Mezzosangue




Harry Potter, fatevi stupire





03/08/2009 09:08a cura di Lietta Tornabuoni

La creatività narrativa e la forza del ritmo, insomma la regia, mancano.


Arrivata alla sesta puntata, la saga del mago ragazzo tratta dai romanzi di J. K. Rowling diventa poco interessante.





La scuola di magia di Hogwarts la conosciamo bene insieme con i suoi professori bisbetici, non ci riserva più misteri del collegio di Gianburrasca. Il biondo cattivo Draco Malfoy compie finalmente una autentica malvagità: era ora, anche se è commovente il momento del suo dolore di dover essere per forza cattivo.

Muore il preside Albus Silente dalla gran barba, ma la sua fine è burocratica più che sublime. Appare un nuovo insegnante, il professor Lumacorno: l’interprete Jim Broadbent è bravissimo, però il personaggio nasconde male la propria debolezza dietro un’eccentricità banale da inglese e un gran talento per le bugie. Harry Potter e i suoi amici hanno l’età dei turbamenti e delle impazienze adolescenziali, ma sembrano impermeabili all’amore e alla sensualità.
Persino il principe mezzosangue del titolo non è un nuovo esotico personaggio: dài e dài, si viene a sapere che è il solito professor Severus Piton, antipatico arrampicatore vanesio.

Così Harry Potter e il principe mezzosangue si limita ad essere un momento interlocutorio dell’intera vicenda e della sempiterna lotta tra Bene e Male. Ma gli effetti speciali sono fantastici, danno al film intensa bellezza visiva.
Soprattutto meteorologica, perché le cose più affascinanti dipendono dal tempo atmosferico: vasti paesaggi immersi nella nebbia o sepolti sotto la neve come in un dipinto fiammingo; un temporale in cui tra le nuvole grigie grevi di pioggia scivolano i neri pelosi tentacoli del Male che devastano la città e i suoi ponti; un finale in cui il mare si trasforma in un oceano di fuoco e fiamme.

Ancora, una partita di Quidditch che pare una cupa battaglia tra i giocatori a cavallo delle scope volanti; una stanza delle Necessità che conserva e nasconde migliaia di oggetti e di segreti; vecchie fotografie di famiglia che a guardarle si animano, respirano, parlano; i misteri dell’infanzia triste di Lord Voldemort che in questo film non si fa vivo, lasciando le sue vendette ai Mangiamorti, alla sfrenata Bellatrix (Helena Bonham Carter), a Malfoy.

Ma la creatività narrativa e la forza del ritmo, insomma la regia, mancano. Al confronto sembra un po’ ridicolo l’investimento produttivo e pubblicitario profuso a favore del film, ma pazienza: ci aspettano altre due opere, e poi è finita.

da La Stampa, 17 luglio 2009