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Vanzina: Siamo stati "traditi" dai cinepanettoni





23/03/2009 08:03a cura di FilmFilm.it

"Se esiste un modo di raccontare l'Italia alla Vanzina, diciamo che comincia con Vacanze di Natale. Abbiamo girato circa 80 film ma questo resterà sempre nel nostro cuore: è carino e semplice e ha aperto un genere. Purtroppo c'è anche da dire che abbiamo combinato un guaio. Eh sì perchè questo genere alla fine è stato tradito e oggi questi cinepattoni sono sempre uguali: raccontano le vicende di Christian De Sica che tradisce la moglie in giro per il mondo e puntano soprattutto sul pubblico più giovane".


Lo ha detto Enrico Vanzina ospite della rassegna "Sguardi Persol sul cinema" al Farnese di Roma, dove è stato proiettatto Vacanze di Natale (scritto da Enrico e Carlo Vanzina e diretto da quest'ultimo), il film del 1983 capostipite dei moderni cinepattoni.






"Il genere che abbiamo creato è stato tradito - prosegue Enrico Vanzina - perchè De Laurentiis decise di impossessarsi dei format e finì per girare dei seguiti che mantenevano lo stesso canovaccio e lo stesso cast ma gli autori non eravamo noi. Io e mio fratello abbiamo girato soltanto Vacanze di Natale 2000, ma poi abbiamo lasciato. Questi cinepattoni sono sempre uguali - prosegue - raccontano le vicende di Christian De Sica che tradisce la moglie in giro per il mondo e puntano soprattutto sul pubblico più giovane".

Sull'attore romano Vanzina ha un'idea precisa e un sogno: "E' diventato una specie di maschera metacinematografica, un incrocio tra suo padre e Alberto Sordi. E' diventato più bravo con l'avanzare dell'età. Tutti i film che fa li fa bene - aggiunge - ma non ha mai dei buoni personaggi da interpretare. Io e mio fratello Carlo vorremmo fare con lui un film che abbracci la storia dell'Italia dagli anni'80 ad oggi con De Sica che da povero diventa ricco con tangentopoli e poi ritorna povero".

Vacanze di Natale alla sua uscita ebbe molto successo e lo sceneggiatore e regista spiega il perchè: "Era un film per giovani e raccontava l'Italia di allora. Se esiste un modo di raccontare l'Italia alla Vanzina, diciamo che comincia con questo film. Non capisco - prosegue - perchè i giovani di oggi non si ispirino a questo tipo di commedie ma continuino a girare film che spesso non fanno ridere e che soprattutto non raccontano l'Italia. Io credo che la commedia debba essere un mezzo di osservazione sociale della realta".

Enrico Vanzina indica in nomi nuovi su cui puntare per un cinema di commedia di qualita': "Per fortuna ci sono Brizzi e Virzì che mantengono aperti i contatti con la realtà italiana. Vorrei tanto scoprire un giovane Monicelli perchè penso che l'Italia sia ancora oggi molto buffa ma nessuno la racconti". Alla fine Enrico Vanzina chiude con un appello e confessando il suo sogno nel cassetto: "Io sono un uomo medio che ama la pasta, le donne e il calcio. Faccio cinema di intrattenimento ma sono pazzo del cinema d'autore. E bisogna fare di tutto per invogliare le persone ad andare al cinema a vedere i film d'autore. Per questo - conclude - vorrei girare un film corale ispirato a Domenica d'agosto di Emmer che ripercorra un'intera domenica dedicata al calcio dalle 6 del mattino fino a mezzanotte, in cui tutti i personaggi siano coinvolti ma senza mai mostrare una scena di calcio". (AGI)