Sono passati ben ventisei anni da quel Vado a vivere da solo di Marco Risi, e ora, Jerry Calà firma da regista e interprete il sequel ideale, Torno a vivere da solo, in arrivo il 5 dicembre. L'ex Gatto di Vicolo Miracoli non teme la doppia sfida di Boldi e De Sica, anch'essi in uscita in queto periodo e afferma: «La data di uscita è stata decisa dalla Eagle Pictures e comunque penso ci sia sempre posto per i buoni prodotti italiani».
SEQUEL O NO? Jerry Calà: La mia intenzione non era quella di fare un sequel di Vado a Vivere da Solo, l’idea era, invece, quella di riallacciarsi ad un ricordo del primo film: se prima erano i giovani ad andare via di casa adesso sono i genitori separati. Forse solo nel titolo c’è un riferimento ma il resto è completamente diverso, perché io penso che i film devono essere nuovi, e poi, dopo venticinque anni non si poteva fare altrimenti. Anche il fatto di non avere coinvolto gli autori o i realizzatori del primo film è una dichiarazione di intenti. Enrico Vanzina era a conoscenza del progetto, ma il voler fare qualcosa di diverso da allora era più forte della nostalgia del passato. E poi le nostre strade si sono divise amichevolmente tanti fa, ma non è detto che non si possa, in futuro, tornare a fare qualcosa insieme.
FILM DI NATALE? Jerry Calà: L’uscita del film non l’ho decisa io ma la Eagle Pictures. Il fatto che esca sotto Natale non vuol dire che rientri in quella categoria, tanto più che il concetto del film di Natale si è un po’ allargato, basti guardare al film di Massimo Boldi che è uscito a metà novembre. E poi se un film piace, piace a prescindere dalle feste natalizie.
LA NASCITA DEL PERSONAGGIO Tosca D’Aquino: L’accoppiata “sentimentale” tra Nord e Sud che mi ha proposto Jerry mi diverte molto. E poi anch’io sono separata e il fatto che la sceneggiatura analizzasse questa situazione in chiave comica mi intricava molto. Jerry Calà: I personaggi sono nati durante la scrittura del testo, e quando abbiamo fatto i provini abbiamo immediatamente scelto Nara Natividade perché ci è sembrato che il ruolo di Telma fosse stato scritto apposta per lei. Forse abbiamo corso il rischio di fare un film come non andrebbe fatto, cioè senza distribuzione, ma eravamo sicuri che a qualcuno sarebbe piaciuto ed è per questo che ringrazio di nuovo la Eagle Pictures. Rudy Smaila: So che Jerry, che per me è uno di famiglia, mi vuole forgiare ed è per questo che nel film precedente facevo lo sfigato e ora faccio il bastardo sciupafemmine, che sicuramente è molto più nelle mie corde.
IL MESTIERE DEL COMICO Jerry Calà: Ho sempre voluto far ridere. Questo film è però un film della “maturità” perché qui voglio far ridere con le battute e non con gli ammiccamenti o con le facce come facevo negli anni ’80. Ho avuto un po’ di timore reverenziale nel dirigere Don Johnson e, specialmente, Paolo Villaggio. Entrambi sono però dei grandi professionisti e si sono prestati molto a questo lavoro. Don Johnson è molto serio sul lavoro e si è trovato bene con gli altri attori. Come tutti i grandi attori americani è un po’ viziato, ma pensavo peggio. Nel caso di Paolo Villaggio, poi, penso che il suo personaggio sia stato interpretato in maniera molto personale. Randi Ingerman: Fin da bambina il mio mito è sempre stata Lucille Ball e penso che in un mondo come questo bisogna far ridere. Ho sempre ammirato Tosca D’Aquino e, tempo fa, ho scritto anche una cosa pensando a lei, che spero si possa realizzare. Nara Natividade: Jerry mi ha obbligato a studiare perché avevo troppi impegni con il mio lavoro da modella. Ed è per questo che ho studiato molto il personaggio e sono arrivata alla conclusione che ogni donna sia un po’ trans.
LA FAMIGLIA ALLARGATA Jerry Calà: La mia personale esperienza della famiglia allargata è visibile anche nel coinvolgimento di Mara Venier all’interno del film. Io sono molto amico con i mariti delle mie ex mogli, i loro figli, i parenti acquisiti, perché penso che quando uno condivide quasi tutto, ci sono comunque cose che rimangono per sempre. Eva Henger: Anche a casa mia è così, c’è Riccardo Schicchi, il mio ex marito che ogni anno fa il Babbo Natale per la mia nuova famiglia che sarà ancora più allargata perché aspetto una bimba che si chiamerà Jennifer. Tosca D’Aquino: Il fatto è che quando uno si getta a capofitto in un rapporto d’amore, spera che duri per sempre. Ovviamente non è sempre così, ma io non vedo perché l’affetto che c’è sempre stato non debba continuare.
LA TRADIZIONE DELLA COMMEDIA Jerry Calà: La tradizione del cinema italiano è soprattutto fondata sulla commedia, infatti quando ad un certo punto si è deciso di non continuare con questa tradizione, il cinema italiano è andato in crisi. I film di genere devono essere criticati relativamente al genere a cui appartengono, e poi il cinema “alto” è andato bene in momenti di relativo benessere, oggi, in tempi di crisi la gente vuole andare al cinema per ridere. Io ho un pubblico abbastanza trasversale perché sono già due anni che diverse collane dei miei film escono in edicola e quindi c’è un ricambio generazionale. I film che ho fatto in passato hanno una vita abbastanza lunga perché passano spesso in televisione e perché, oggi, si possono vedere in dvd, ed è per questo che vedo molti giovani appassionarsi a quel cinema che non hanno potuto seguire per ragioni d’età. Ed è anche per questo che mi piace indagare sul mondo di quegli stessi giovani. Vorrei fare un film tosto sulla loro vita notturna. L’ho già fatto anni fa ma ora vorrei analizzare un momento particolare della notte. Non vorrei dire altro perché è meglio parlare di un film alla volta.
IL MESTIERE DEL COMICO 2 Jerry Calà: Col mio show che porto in giro per l’Italia, posso testare il pubblico che viene agli spettacoli e quindi posso provare le battute e vedere i giovani come reagiscono. In estate, alla storica “Capannina” di Forte dei Marmi, faccio due spettacoli a settimana.