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The Dark Knight - Il Cavaliere Oscuro

Arancia Meccanica

Che Fine Ha Fatto Baby Jane?

Nightmare - Dal Profondo della Notte

La Morte Corre sul Fiume

Shining

Shining

Misery Non Deve Morire

Gangs of New York

Cape Fear - Il Promontorio della Paura




La Top Villain della redazione





19/11/2008 15:11a cura di Valerio Salvi

Ogni grande eroe vive del suo antagonista e spesso i più bei film li ricordiamo anche per i “cattivi” che vi imperversavano. Lasciando da parte opere incentrate sul lato oscuro dei nostri attori preferiti, come Scarface o Il Padrino, la redazione di FilmFilm ha voluto stilare la lista dei migliori dieci “villain” che il cinema ha portato sul grande schermo. Curiosi? Eccoli qui e sappiate fin da ora che –forse perché più fresco nelle menti di tutti o forse perché veramente spietato- il peggiore di tutti è Anton Chigurh direttamente da Non è un Paese per vecchi dei fratelli Coen.








Anton Chigurh - Non è un Paese per vecchi (2007 – Joel e Ethan Coen)
Inespressivo, atono, spietato e motivato. Questo il killer che i fratelli Coen hanno sguinzagliato in giro per l’America. Geniale anche la sua arma ad aria compressa.

Joker - Il Cavaliere Oscuro (2008 – Christopher Nolan)
Sarà che si tratta dell’ultima interpretazione (o quasi) di Heath Ledger, sarà che il Joker di Burton era talmente istrionico che questo sembra l’Angelo della Morte. Sarà quello che volete ma questa versione della nemesi di Batman non teme rivali.

Alex de Large - Arancia Meccanica (1971 - Stanley Kubrick)
Per guidare una banda spietata come i Drughi ci voleva qualcuno veramente al di là di ogni categorizzazione. Alex è la violenza senza freni e senza motivi che compare nei nostri incubi.

Baby Jane Hudson - Che fine ha fatto Baby Jane? (1962 – Robert Aldrich)
Il più grande film mai girato sul terribile mondo del cinema con una delle attrici che ha saputo incarnare come nessuno la perfidia e la disperazione.

Freddy Krueger - Nightmare – Dal Profondo della Notte (1984 – Wes Craven)
La sua maglietta a righe rosse e nere rivaleggia con l’improbabile cappello, ma quello che tutti ricordano è l’artiglio. Tale il suo successo da cancellare –quasi- l’identità di Robert Englund. La quantità di sequel sta a ricordarci il successo incredibile.

Harry Powell - La morte corre sul fiume (1955 – Charles Laughton)
Qui è l’ordinarietà del contorno ed il puritanesimo che aumentano ancor di più il contrasto con la fredda crudeltà di Robert Mitchum (che poi si ripeterà nel Promontorio della Paura) addirittura nei panni di un pastore protestante.

Jack Torrance - Shining (1980 - Stanley Kubrick)
Non fosse altro che per quello sguardo spiritato che solo uno come Jack Nicholson poteva dare, avrebbe avuto una nomination. Se ci aggiungiamo la crudele spietatezza che sfoggia nella caccia al suo stesso figlio, non può che entrare in top ten.

Annie Wilkes - Misery non deve morire (1990 – Rob Reiner)
In effetti nel libro era ancora peggiore, ma anche nel film non scherza. Egoismo e livore di una persona che sente tradite tutte le sue aspettative, scaricate con meticolosa perizia sull’oggetto della sua ossessione. La Wilkes è tanto più inquietante per quanto è “normale”.

Bill Cutting, il Macellaio - Gangs of New York (2002 – Martin Scorsese)
Uno che squarcia i suoi nemici con la stessa nonchalance con cui affetta quarti di manzo ed ha un penny al posto di un occhio non è da prendere alla leggera. Se poi ha anche il volto di Daniel Day Lewis…

Max Cady - Cape Fear (1991 – Martin Scorsese)
Tatuaggi a parte, il ghigno di De Niro è perversione allo stato puro ed allo stesso tempo fascino magnetico. Più terribilmente luminoso del Cady di Robert Mitchum come il giorno alla notte.