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Benicio Del Toro: condivido gli ideali di Che Guevara





29/10/2008 08:10a cura di Teresa Lavanga

''Condivido gli ideali portati avanti da 'Che' Guevara e, se fossi vissuto negli anni '60, avrei avuto una visione diversa anche rispetto alla lotta armata'': lo ha dichiarato l'attore portoricano Benicio del Toro, a Buenos Aires per presentare la prima del film di Steven Soderbergh sulla vita del mitico guerrigliero argentino.


In un'intervista al quotidiano Clarin di oggi l'attore ha assicurato che quanto narrato in Che, l'argentino corrisponde alla verita' dei fatti, suffragata da uno studio meticoloso e da interminabili chiacchierate con il fratello minore del comandante, Juan Martin, e con il suo amico di infanzia Calica Ferrer.





Del Toro, che grazie alla sua interpretazione si e' aggiudicato la Palma di migliore attore protagonista al 61/o Festival di Cannes, scopri' casualmente il 'Che' a 20 anni quando compro' in Messico un libro che raccoglieva la corrispondenza con la sua famiglia. ''Mi colpi' la sua capacita' di raccontare la vita reale con lo stile di un Kerouac o di un Hemingway - ha raccontato - e (...) se si fosse dedicato alla letteratura sarebbe stato uno dei grandi scrittori latinoamericani''.
La pellicola di Soderbergh, la terza dedicata interamente alla figura del'indimenticabile comandante dopo i Diari della motocicletta (2004) di Walter Salles e Che Guevara (2005) di Josh Evans, dura quasi cinque ore (diviso in due episodi) ed e' interamente girata in spagnolo.
''Non volevo fare un film accattivante su un personaggio come lui, che significa tante cose per tante persone diverse'', ha dichiarato il regista statunitense.
''Per questo, ha concluso, ho voluto semplicemente raccontare la storia di un uomo e della sua ferrea volonta', e non avvalorare le sue teorie''. Ideali, ''come la difesa dei deboli o il disprezzo per l'uomo che sfrutta un altro uomo'', che Benicio, tra l'atro co-produttore della pellicola, non nasconde di condividere totalmente.
Mentre, per quanto riguarda la lotta armata ci tiene a specificare che ''se fossi vissuto negli anni '60 l'avrei appoggiata, ma nel mondo di oggi no''. Questo, ha concluso ''e' un mondo diverso, dove per la prima volta assistiamo alla candidatura di un nero alla presidenza degli Stati Uniti. Negli anni '60 per una proposta del genere ti avrebbero impaccato al primo albero di mango''.(ANSA)