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Il Passato è una Terra Straniera




Polemiche sul Passato è una terra straniera





27/10/2008 14:10a cura di FilmFilm

E' ancora il cinema italiano ad essere protagonista del Festival del Cinema di Roma. Ieri e' stato presentato il film di Daniele Vicari Il passato è una terra straniera, tratto dal romanzo di Gianrico Carofiglio, che ha partecipato alla sceneggiatura insieme con il fratello Francesco e con Massimo Gaudioso (quest'ultimo autore, tra gli altri, di Gomorra e Il pranzo di Ferragosto).


Il film è interpretato da Elio Germano e da Michele Riondino e mette a confronto due personaggi antitetici ma indissolubilmente legati tra loro in un rapporto che sfiora l'omosessualità, alle prese con una drammatica discesa agli inferi che passa attraverso il gioco d'azzardo.





"Il romanzo di Carofiglio è estremamente moderno, essendo legato ad una nuova letteratura attenta ai chiaroscuri della società, e allo stesso momento anche antico, quasi ottocentesco. Il motivo centrale del film è la questione dell'identità, non solo da un punto di vista storico e sociale, ma anche psicologico, in quanto indaga una vicenda umana che si svolge a cavallo di due età della vita".

Carofiglio si dice soddisfatto della versione cinematografica, nonostante abbia dovuto sottostare alle regole brutali della sceneggiatura: "Ho cercato di dimenticare la paternità del romanzo e vedere il film come un qualsiasi spettatore. Del resto, tutti i film troppo fedeli ai romanzi da cui sono tratti, diventano piatti e non ne vale più la pena".
Il film, girato a Bari, è stato prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci, insieme con Rai Cinema e la R&C di Tilde Corsi e Gianni Romoli, nonché con il sostegno della neonata Apulia Film Commission.

Nei giorni scorsi il film è stato vietato ai minori di 14 anni, rinfocolando le polemiche sul divieto anche per il film di Michele Rovere Un gioco da ragazze presentato ieri sempre in concorso: "Non ho ancora letto le motivazioni della commissione" ha dichiarato Caterina D'Amico di Rai Cinema "ma certo non è un film per bambini".

Meno diplomatico il regista Vicari: "La censura è la sopravvivenza di un medio evo ipocrita e fallace, tutti i più bei film del cinema italiano sono stati vietati ai minori e ciononostante io sono riuscito a vederli tutti al cinema perchè poi non c'era nessuno a controllare. E' ora di smetterla con l'idea di proteggere i cittadini scemi dai pericoli, sono i genitori che devono assumersi la responsabilità di cosa vedono al cinema i loro figli".

Dopo la conferenza stampa, al termine dell'affollatissima proiezione per il pubblico si è tenuto un dibattito condotto da Antonello Piroso, che ha visto la partecipazione di alcuni esponenti politici, e rappresentanti delle associazioni di ex partigiani, tra cui il dirigente dell'Associazione Nazionale Partigiani Cristiani Bartolo Ciccardini e Bruno Olini della Federazione Italiana dei Volontari della Libertà.

Miriam Mafai ha sottolineato alcune incongruenze storiche (come la partecipazione ai combattimenti da parte delle donne ausiliarie della Repubblica di Salò) e la difficoltà di comprensione del film per il sovrapporsi di piani narrativi, ma ha sottolineato come rimanga la sostanza vera del film, ovvero "che gli italiani si sono scannati tra loro in una guerra civile che non ha conosciuto pietà. La colpa della sinistra è stata di non riconoscere che era altro, oltre una guerra di liberazione".
Presente all'incontro anche Savino Pezzotta, figlio di un militare morto in Germania dove era stato deportato per non aver giurato fedeltà alla Repubblica di Salò: "Per analizzare questo periodo, bisogna tornare indietro all'avvento del regime fascista e al sostegno monarchico alla sua ascesa. Quando si parla della repubblica sociale, è bene riconoscere la buona fede di ognuno e rispettare le scelte fatte, ma non si possono mettere tutti sullo stesso piano".

Per Maurizio Gasparri, invece, "Pezzotta dice cose vere e dure ma omette, come il film, alcune questioni, ad esempio quella delle foibe. Apprezzo il film, anche se molto diverso dal libro, e concordo con la posizione che esprime in merito alla guerra civile. Ora però, servirebbe una seconda parte che illustri anche i delitti compiuti tra il '45 e il '47, un periodo in cui non c'era più una ragione per ammazzare tanti innocenti. Un conto è affermare i valori della democrazia, ma mi piacerebbe vedere il non visto, quello che i libri di storia non raccontano".

Non sono mancate poi da parte di Giampaolo Pansa polemiche più strettamente "cinematografiche" per il fatto che il film è stato rifiutato dalla Mostra del Cinema di Venezia, il cui direttore sembra si fosse aspettato "un film gotico": "Ma che vuol dire 'un film gotico'?" si chiede il giornalista scrittore: "posso capire una chiesa gotica, casomai... inoltre non mi spiego perchè al Festival di Roma non è stato inserito in concorso ma solo come evento speciale, comunque ho accettato questa decisione come tante altre cose che accadono in Italia, anche se non mi piacciono".

Il film, costato 9 milioni di euro, uscirà nelle sale italiane nel Febbraio del 2009 e si prevede un passaggio televisivo su Rai 1 alla fine dell'anno prossimo. (Asca)