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Ed Harris e Viggo Mortensen, due simpatici pistoleri





25/10/2008 17:10a cura di Teresa Lavanga

“Il mio film è un omaggio al genere western, non una rilettura. Ho voluto realizzare riprese semplici, dare risalto alle scenografie, alle persone. Ho voluto riappropriarmi di un linguaggio diretto, mostrare la vita di una volta, così come veniva fuori dal romanzo che è alla base della sceneggiatura” . E' così che Ed Harris, nel corso della conferenza stampa a seguito della proiezione di Appaloosa, ha motivato la sua scelta registica. Accanto a lui l'altro sceneggiatore, Robert Knott e l'altro protagonista, Viggo Mortensen.


Quali western classici ama, e da quali ha tratto ispirazione?





Ho visto moltissimi film western, ma non mi sono ispirato a nessuno in particolare. Mi piacciono però quelli che si basano sulla forza del personaggio, come ad esempio C'era una volta il west.

Nel suo film si ritrovano tanti elementi tipici di un classico film western, ma anche due novità: l'ironia e una figura femminile inconsueta. Come mai?
La sceneggiatura si basa sull'omonimo romanzo di Robert Parker che era pieno di ironia e in cui la figura di Allison era già tratteggiata in quel modo. Io e Robert Knott non abbiamo fatto altro che trascriverla sotto forma di sceneggiatura, e abbiamo aggiunto qualche elemento in più ad alcuni personaggi, come ad esempio quello interpretato da Viggo.

Si sente sotto pressione quando dirige un film?
L'unica pressione che ho è quella che mi deriva dalla voglia di fare un buon film. Non un film commerciale, ma un film che sia il più popolare possibile, che sia vicino alla gente. Cerco di lavorare bene cercando di restare nel budget, senza dissipare i fondi!

Lei è noto, come attore, soprattutto per ruoli drammatici. Le piacerebbe recitare in una commedia?
Certo che mi piacerebbe. Uno dei miei attori preferiti era Paul Newman. Mi piaceva l'umorismo che riusciva ad infondere ad ogni sua interpretazione. Qualunque ruolo facesse, il suo umorismo traspariva sempre. Mi sarebbe piaciuto poter recitare ruoli meno seri, non dico stupidi, ma più simpatici, perchè credo che un umorismo intelligente è sempre molto stimolante. E comunque, io nella vita credo di essere divertente!

Signor Mortensen, come è stato lavorare con Ed Harris?
E' stato piacevole. Avevamo già lavorato insieme in A history of violence, posso quasi definirlo un amico più che un collega. Questo progetto di Appaloosa mi è piaciuto subito, fin da''inizio. E' un progetto particolare, che parla di un periodo di transizione, dove le regole che esistono devono essere sostituite. Il mio personaggio si è adeguato ai suoi tempi, a questo cambio di regole. Ed è un regista molto scrupoloso, attentissimo ai dettagli. Sapevo che lavorare sotto la sua direzione sarebbe stato interessante.

Quando sono nati i vostri personaggi?
Ed Harris: Ho iniziato a lavorare alla sceneggiatura nel 2006 e le riprese del film sono cominciate nell'autunno del 2007. Ho convissuto con il mio personaggio per molto tempo. Poi, quando abbiamo iniziato a girare è diventato ancora di più parte di me. Poi, quando Viggo ha accettato la sua parte, io ho potuto definire ancora meglio il mio personaggio. Quindi, non posso dire che c'è stato un momento preciso. E' stato un iter, un continuo cammino di costruzione. E comunque io avrei voluto interpretare il personaggio di Viggo!
Viggo Mortensen: Molti dettagli del mio personaggio erano già ben definiti nel romanzo e nella sceneggiatura. Una grossa mano me l'hanno data i costumi, il trucco, la fotografia. Ho lavorato molto su immagini dell'epoca, su foto di prostitute, di militari. E poi, anche per me il confronto con Ed ed il suo personaggio è stato determinante.

Quale è stata la più grande difficoltà nella realizzazione del film?
Ed Harris: Trovare i soldi! Ero certo della forza della sceneggiatura e del cast. C'erano obiettivamente delle difficoltà di tipo tecnico-organizzativo, ma la difficoltà più grande, se proprio devo essere sincero, è stato realizzare nel modo più realistico possibile le scene in cui si spara.
Viggo Mortensen: questo film è relativamente poco costoso, è costato come un film indipendente di fascia alta. Anche se poi, guardando il risultato finale, sembra più costoso!

Signor Mortensen, lei crede che, come dice il suo personaggio, a volte occorre sparare per mantenere la pace?
Questo film non vuole essere un diverso modo di leggere la società attuale. E' un western, le cose allora funzionavano così. Le regole stavano cambiando, si stava andando verso quella che ora noi definiamo “civiltà”. Non bisogna leggerlo come la giustificazione di un determinato comportamento.

Per concludere, signor Harris, possiamo affermare che i western sono tornati di moda, o c'è bisogno di nuovi eroi?
No, non sono tornati di moda. I western hanno sempre fatto parte della nostra storia cinematografica. Ci sono periodi in cui se ne producono di più altri in cui se ne producono di meno, ma sono sempre presenti. Per quanto riguarda gli eroi, ora abbiamo Sara Palin, più eroica di lei!