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Steno, Genio Gentile





25/10/2008 09:10a cura di Marco Massaccesi

“Ho fatto questo documentario per cercare di recuperare lo spessore di un regista cosiderato troppo spesso minore”, con queste parole la regista Mite Carpio presenta il documentario su Steno dal titolo Steno, Genio Gentile. Ad accompagnare la regista sul palco della terza edizione del Festival del Cinema di Roma sono intervenuti i due figli di Steno, Carlo ed Enrico Vanzina, e l’attore Enrico Montesano.


“Mi sono molto commosso vedendo Kezich, Monicelli e Scarpelli parlare in questa maniera di mio padre”, dice Enrico visibilmente emozionato dopo la visione del documentario.





“Fu Dino de Laurentiis che mi presentò a Steno per fare L’Italia s’è Rotta, film alquanto anomalo per lui, più agganciato alla società di quel periodo che non ai tic degli italiani, ma ho un ricordo molto affettuoso. Mi faceva stare a mio agio, mi sono molto divertito”, racconta Enrico Montesano, il quale nell’ultimo periodo del regista ha interpretato vari film.
“Quello per cui sono più ricordato”, continua l’attore, “è naturalmente il ruolo del Pomata in Febbre da Cavallo. Ruolo che nella sceneggiatura era appena abbozzato, ma che lui voleva far crescere”.

Poi è la volta di Carlo a ripescare nella sua memoria: “Con gli attori riusciva a diventare amico. Non aveva l’atteggiamento tipico di altri registi che si sentono degli autori e giocano con questo ruolo. Lui sapeva benissimo dove mettere la macchina da presa e non girava un metro di pellicola più del dovuto”.
L’ultimo a prendere la parola è Enrico, ancora pieno di commozione. “Mio padre era molto amico di Fellini e l’ultimo progetto che aveva in mente era quello delle “Ciccioni Volanti”. Film diretto da Fellini e lui avrebbe scritto, ma poi sono morti tutti e due”, conclude il figlio di Steno.