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I produttori di 8/Huit: l'Onu ci ha abbandonati





23/10/2008 18:10a cura di Teresa Lavanga

"Le Nazioni Unite hanno tolto il bollino che indica il patrocinio dell'Onu al nostro film sugli obiettivi del millennio contro fame nel mondo, Aids e analfabetismo per paura dell'Islam".


Lo hanno detto in conferenza stampa al Festival internazionale del Film di Roma i produttori di 8/Huit, film collettivo presentato fuori Concorso e in anteprima mondiale, realizzato da otto registi - Wim Wenders, Mira Nair, Jane Campion, Gus Van Sant, Gael Garcia Bernal, Gaspar Noe', Jan Kounen e Abderrahmane Sissako - ispirato agli otto obiettivi fissati nel 2000 dalle Nazioni Unite per migliorare la vita della popolazione mondiale.





"Hanno ritenuto offensivo per l'Islam l'episodio diretto da Mira Nair - hanno spiegato i produttori - e ci hanno intimato di toglierlo e di trasformare '8' in '7'. Ma l'intento dell'operazione e' quello di realizzare un film collettivo su otto degli obiettivi del millennio lasciando i registi liberi di esprimersi come desiderano e non abbiamo accettato la richiesta.
E cosi' abbiamo eliminato il patrocinio pur affrontando argomenti cosi' importanti e delicati segnalati proprio dall'Onu".
Il film e' un progetto francese girato in tutto il mondo, dagli gli Stati Uniti, all'Australia, all'Africa, per esprimere il proprio punto di vista raccontando, ognuno, uno degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio che dovrebbero essere realizzati entro il 2015.
L'indiana Mira Nair, il cui corto How can it be? e' oggetto della discordia, spiega che "siamo rimasti stupiti da questa presa di posizione, dalla decisione di una sola donna che si e' ritenuta offesa dal mio film. L'episodio che racconto - spiega la regista - e' una storia vera di una donna musulmana, Zainab, che decide di lasciare il marito e il figlio per seguire l'amore e sposare un altro uomo. Volevo racontare del dolore e delle difficolta' di una liberta' che non arriva facilmente, non arriva come un pacco regalo. Zainab non viola la legge musulmana, ma lascia il marito dopo che questi l'ha liberata. Inoltre - aggiunge - parlo del burka e del velo come potenti simboli di identita', sotto i quali ci sono esseri umani con sentimenti ed emozioni".
Le Nazioni Unite, denunciano ancora i produttori, non si sono limitate ad abbandonare il film e togliere il patrocinio, "lo hanno osteggiato in maniera feroce al punto di impedirgli di andare al Festival di Cannes e in altri festival". "Noi abbiamo voluto al festival il film e non abbiamo avuto alcuna pressione, ne' in un senso ne' nell'altro", precisa al termine dell'incontro Giorgio Gosetti, direttore artistico sezione Cinema 2008 e Mercato Internazionale del Film. (AGI)