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L'uomo Che Ama




Per Maria Sole Tognazzi pochi applausi





23/10/2008 14:10a cura di FilmFilm

"Il film è un'esplorazione nella complessità e fragilità dell'animo maschile. È la storia di Roberto che si trova a vivere due relazioni d'amore in due momenti differenti della sua vita: sarà lasciato da una donna e sarà poi lui a lasciare. È un film sulla sottile differenza rispetto a una separazione del dolore subito e del dolore provocato". Così Maria Sole Tognazzi racconta la trama della sua opera seconda L'uomo che ama, che oggi apre la sezione ufficiale del concorso del Festival internazionale del film di Roma.


Un'apertura di cui la regista classe 1971 sente tutto "il peso della responsabilità per l'importanza e il prestigio" della kermesse e di cui si dice "molto emozionata".





È previsto alle 18.30 di oggi all'Auditorium Parco della Musica il tappeto rosso per Maria Sole Tognazzi, accompagnata dai protagonisti del film Ksenia Rappoport, Monica Bellucci e soprattutto "l'uomo che ama" Pierfrancesco Favino, con cui aveva già lavorato nell'opera prima Passato Prossimo, film con cui ha vinto il Nastro d'argento come migliore regista esordiente.

Ma perchè aspettare cinque anni per un secondo lavoro?
Non è sempre facilissimo riuscire a montare un film. Sono operazioni lunghe e difficili. Nel frattempo avevo lavorato a un progetto che non è andato in porto. Quando ho capito che non avrei fatto quel film ho scritto questo. E siccome le cose secondo me accadono sempre nel momento giusto evidentemente dovevo avere pazienza e aspettare un po' di più".

Così a distanza di giusto diciotto anni dalla scomparsa del papà, il grande Ugo Tognazzi, Maria Sole partecipa al festival che il presidente della Fondazione cinema per Roma, Gianluigi Rondi, vuole ricordi le grandi famiglie del cinema italiano.
"Anche se non l'ho scritto ufficialmente gli dedico con tutto il cuore L'uomo che ama perchè se faccio questo mestiere lo devo a lui e sono orgogliosa e felice e spero di non deluderlo".

Delusione tra i giornalisti al termine della proiezione per la stampa. Pochi tiepidi applausi e molta insofferenza tra gli addetti ai lavori, alla fine della proiezione di un film molto lento, caratterizzato da una recitazione soporifera da parte di tutti gli interpreti, dove lo stesso Pierfrancesco Favino appare spaesato e monotono.

L'attore italiano più popolare a livello internazionale e uno dei nostri migliori interpreti non riesce ad entrare mai nel personaggio ed è sempre dimesso e inespressivo (forse per scelta registica) sia quando soffre per amore da uomo abbandonato, sia quando deve essere forte e cinico nell'abbandonare a sua volta la donna con cui vive da tre anni.
Monica Bellucci e Ksenia Rappaport si adeguano alla scelta registica che evita di alzare i toni e rende il rapporto sentimentale e il conflitto sempre piatto. Da segnalare che la scena di sesso bollente, di cui si era fantasticato nelle scorse settimane, tra Favino e la Bellucci si risolve in un abbraccio sotto la doccia in cui l'attrice mostra il suo bellissimo seno.

"Un uomo può soffrire per amore e anche una donna bella può essere lasciata. Maria Sole Tognazzi ha il merito di aver ribaltato due luoghi comuni": parola di Monica Bellucci. (Velino-AGI-ANSA)