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Fotogrammi di Cronenberg al Palaexpò





22/10/2008 08:10a cura di Teresa Lavanga

''E' come essere presente a uno scavo archeologico del mio passato''. David Cronenberg e' soddisfatto della grande mostra che a Palazzo delle Esposizioni raccoglie da ieri una cinquantina dei fotogrammi tratti dai suoi celebri film e trasformati, dopo l'elaborazione digitale e il trasferimento sulla tela, in vere e proprie opere d'arte, del tutto autonome dal contesto in cui sono nate.


Intitolata "Chromosomes. Cronenberg oltre il cinema", la mostra curata da Domenico di Gaetano e Luca Massimo Barberi e' ''una sorta di battistrada del Festival Internazionale Film di Roma che apre oggi'', dice il direttore della sezione Altro cinema-Extra Mario Sesti visitando insieme al regista canadese la rassegna realizzata in collaborazione con Palaexpo' e il Centro sperimentale di cinematografia di Torino.





Vestito di nero, cravatta antracite, camicia candida come i capelli, Cronenberg, che tra due giorni sara' all'Auditorium per un incontro con il pubblico e i giornalisti, anche qui non si sottrae alle domande.
''Quando lavoro al montaggio di un mio film - ha detto - mi capita di soffermarmi su fotogrammi che hanno un forte significato evocativo, che hanno un senso anche al di fuori del loro contesto''. E guardandosi intorno, soffermandosi sulle sue immagini, selezionate a lungo nel corso di tre anni e diventate per questa mostra degli pseudo-quadri, trova che ''e' quasi meglio ammirarle senza aver visto i miei film, che comunque sono sempre legati a un epoca''.
Dettagli claustrifobici di stanze, di scorci, soprattutto di corpi, che diventano in questa trasposizione delle ''capsule del tempo'', capaci di evocare la sensibilita' dell'artista.
Del resto Cronenberg sottolinea piu' volte che molto del lavoro e' stato fatto per decontestualizzare i fotogrammi, dare alle immagini ''una qualita' astratta''. Non ci sono quindi volti, primi piani, la fama delle star avrebbe troppo connotato quei dettagli, che il regista definisce ''surreale evocazione archeologica''.
E il gusto rimane letterario, senza, ammette Cronenberg, alcun influenza consapevole dell'arte visiva, della pittura. ''Tendo a cercare la mia ispirazione nella letteratura'', confessa Cronenberg che sta attualmente lavorando al suo primo romanzo e prima di diventare regista sognava di diventare uno scrittore.(ANSA)